Si è spento all’età di 93 anni Giorgio Bracardi, tra i protagonisti più originali della comicità e dello spettacolo italiano. Il comico, attore e musicista si trovava nella casa di riposo di Fiano Romano dove era ricoverato dalla scorsa primavera a causa delle complicazioni seguite alla frattura di un femore, come reso noto dai familiari.
Nato a Roma il 3 maggio 1933 in una famiglia legata al mondo artistico, il padre fu tra i primi gestori del Salone Margherita, mentre la madre Edvige e il fratello Glauco erano cantanti lirici, Bracardi si era formato come pianista e compositore, arrivando a firmare brani anche per il Festival di Sanremo. La svolta verso la grande popolarità arrivò però alla radio con Alto Gradimento, lo storico programma ideato con Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco.
Attraverso quel microfono diede vita a gallerie di personaggi surreali e le battute entrati nell’immaginario collettivo, come l’irresistibile uccellaccio del Nicaragua Scarpantibus, il petulante giornalista Max Vinella, il nostalgico Catenacci, il dottor Marsala, il ragionier Affastellati e l’urlatore alla ricerca di Patroclo.
Nel 1979 portò in Rai il personaggio del professor Aurelio Marcellini, acceso monarchico in perenne scontro con Nanni Loy nella trasmissione Tutti insieme compatibilmente, lanciando il celebre tormentone ‘Chettefrega? Chettefrega?’. La collaborazione con Arbore proseguì poi sul piccolo schermo nel 1985 con Quelli della notte. Tra le sue tappe televisive si ricordano la partecipazione a Pronto, chi gioca? con Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli, la conduzione di Chiappala chiappala nel 1989 su Rai 2 e l’esperienza a Striscia la Notizia nel 1995, nei panni del fittizio portavoce berlusconiano Lucio Smentisco. Nel 2001 prese parte al programma Stracult, mentre nel 2008 prestò la propria voce al personaggio di Cattivik per la serie animata Mediaset.
Addio a Giorgio Bracardi: il re della comicità surreale e scorretta è morto a 93 anni
Diede vita a gallerie di personaggi e battute entrate nell’immaginario collettivo, come l’irresistibile uccellaccio del Nicaragua Scarpantibus
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