Si è tolta la vita a 35 anni Denise, la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo. Domenica il gesto estremo, un volo da una finestra. Denise aveva 35 anni ed è morta dopo quattro giorni di agonia, questa mattina.
La mamma, coraggiosa testimone di giustizia, aveva la stessa età quando fu assassinata brutalmente a Milano il 24 novembre del 2009 dal compagno Carlo Cosco e da un complice, Rosario Curcio, originari di Petilia Policastro, in provincia di Crotone, personaggi di primo piano della ’Ndrangheta calabrese trapiantata in Lombardia. Lea Garofalo aveva tentato con ogni mezzo di garantire un futuro migliore alla figlia Denise, innescando uno scontro con Cosco, fino alla tragedia finale: sequestrata con uno stratagemma, uccisa e il suo corpo dato alle fiamme e fatto sparire a San Fruttuoso, vicino a Monza.
Per l’omicidio di Lea Garofalo, il cui corpo venne bruciato, la Corte d'Assise d'Appello di Milano ha confermato nel 2013 la condanna all'ergastolo per Carlo Cosco, l'ex compagno di Lea Garofalo. Ergastolo anche per Vito Cosco, Rosario Curcio e Massimo Sabatino. È stato invece assolto Giuseppe Cosco che in primo grado era stato condannato all'ergastolo. I giudici hanno 'cancellato' il carcere a vita anche per il pentito Carmine Venturino, fidanzato di Denise al momento dell'omicidio della mamma, condannato a 27 anni, al quale sono state concesse le attenuanti generiche.
Proprio Venturino ha contribuito alla rilettura della vicenda iniziando a collaborare dal carcere coi pm nel luglio del 2012 e facendo ritrovare i resti di Lea Garofalo in un campo in Brianza. Il funerale di Lea Garofalo è stato celebrato a ottobre 2013 a Milano.'Oggi è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l’intera vita di Denise, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio. Oggi però qualcosa, in quel fragilissimo equilibrio, si è spezzato per sempre. Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile', afferma Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele.
'E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi - osserva - Nel restare fedele al percorso di riscatto iniziato da Lea, la sua adorata mamma, Denise ha dovuto vivere per anni nascosta, senza però mai rassegnarsi davvero, perché il suo sogno era sentirsi finalmente libera e autonoma. Proprio come Lea, Denise aveva infatti una grande sete di vita, di libertà e di amore.
Foto Italpress
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