Fino a che nessuno la contesta, quell'occupazione abusiva di un luogo pubblico, di un patrimonio pubblico, che il Comune che ne è proprietario non rivendica, non sgombera, non chiude, non mette in sicurezza anche solo per rendersi più credibile nei confronti dei cittadini e dei privati ai quali, ordina (giustamente), di garantire il decoro dei propri spazi, soprattutto se abbandonati. Imponendo quegli obblighi che l'amministrazione stessa, evidentemente, non rispetta.
Fino a che qualcuno decide, come ieri, di appiccare un fuoco, dentro quell'edificio che è terra di nessuno, anche solo per provare a scaldarsi un pò. Perché li dentro fa freddo.
Negli ultimi anni anche le finestre che apparivano in buone condizioni sono state distrutte da avventori abusivi di ogni dove. E allora un fuoco può aiutare. Appunto. Ma ecco che qualcosa va storto. Le fiamme intaccano un materasso usato come giaciglio di fortuna e parte un incendio. Le stanze pur con le finestre aperte si saturano di fumo nero che allarma i residenti ed i vigili del fuoco. Quando arrivano, gli avventori sono già scappati. L'incendio viene arginato subito. Sul posto anche la Polizia Municipale. Nessun ferito, ma la consapevolezza del problema relativo a quell'edificio e quell'area, che da venti anni attende una riqualificazione solo promessa e fino ad ora disillusa anche dal piano periferie, c'è sempre di più. Chissà se per il Comune sarà la volta buona, non tanto per riqualificare, che a pochi mesi dalle elezioni, per un comparto fermo da tanto, è quantomeno nuovamente improbabilme, ma almeno per metterlo in sicurezza.
Gi.Ga.



