Egregio Direttore,
in riferimento all’articolo dal titolo 'Aemilia, testimone prima parla e poi non ricorda: “Ho paura”', pubblicato nell’edizione di ieri 27 settembre, preciso che la comunicazione circa la pendenza di un procedimento penale a carico della testimone Lucia Condito – appresa dal mio assistito nel corso dell’esame della testimone – è stata effettuata esclusivamente per consentire alla Corte di Assise di stabilire le modalità di assunzione della testimonianza, e le garanzie da assicurare alla testimone, in considerazione della connessione tra il procedimento principale e quello a suo carico.
Nel ringraziarla per l’attenzione e con preghiera di pubblicare questa precisazione, le auguro buon lavoro e la saluto con viva cordialità.
avv. prof. Filippo Giunchedi


