Oggi, nella decima puntata sulla lettura della ordinanza del Gip del'inchiesta Angeli e Demoni, pubblichiamo due brevi passaggi relativi al rapporto che alcune delle indagate nutrivano nei confronti del genere maschile.
Il primo passaggio riguarda la protagonista principale dell'intera inchiesta Federica Anghinolfi. Di lei il Gip aveva già sottolineato la volontà di ricercare a tutti i costi, nei piccoli pazienti, l'aver subito abusi sessuali.
Scrive il Giudice per le indagini preliminari nella ordinanza a pagina 258: 'Federica dice che deve interrompersi la catena e che i predatori maschi... che sentono la debolezza delle vittime'. E ancora: 'Federica dice che in questo sistema di merda patriarcale la donna e i bambini sono vittime di padri padroni. I bambini sono sempre stati oggetto di sfogo, mai di amore'. E conclude il giudice: 'E' chiara la sua assoluta carenza di equilibrio e autocontrollo nell'approccio alla attività professionale e alla sua funzione'.
Una posizione, quella della Anghinolfi speculare a quella sostenuta da altre due indagate, Daniela Bedogni e Fadia Bassmaij, coppia omossessuale (la Bassmaij è stata anche compagna della Anghinolfi) alla quale venne affidata una minore.
'Va considerato come le due donne, attivissime nel campo della tutela (in sè meritoria) - scrive il Gip - dei diritti della comunità lesbica, nondimeno hanno condizionato la minore (o almeno hanno tentato di farlo) nell'imporle di non portare i capelli sciolti e di non tenere confidenze eccessive con i compagni maschi, ispirate ovviamente oltre che dalla convizione della condizione di traumatizzata da violenza sessuale della bambina (indimostrata però allo stato) altresì dal proprio orientamento sessuale'.
Giuseppe Leonelli



