'Preoccupazione che questa iniziativa possa tramutarsi in un boomerang, come purtroppo accaduto in altre città, per donne che accedono all’interruzione volontaria di gravidanza. A Roma, ad esempio, nel 2020 molte donne che fecero ricorso all’aborto terapeutico scoprirono che i feti erano stati sepolti con tanto di indicazione del nome delle madri, a loro insaputa e con una grave violazione del diritto alla privacy. Vigileremo dunque sul futuro di quest’area, con l’intento di fornire supporto a tutte le donne indipendentemente dalle loro legittime scelte' - aveva detto la Cgil.
'L' Idea è nata dal Servizio Accoglienza alla Vita di Cavezzo, gruppo che fa capo al Movimento Per La Vita ed è stata accolta in quanto 'gesto' dall'importante valore etico e civile. Non si tratta di una iniziativa di carattere religioso o meno – continua il sindaco -, proprio per una sensibilità che può essere non religiosa i genitori attivano un servizio per poter seppellire il feto e avere un luogo concreto per portare un fiore sulla tomba del proprio bambino. Invito quindi il coordinamento Spi Cgil Area Nord e Mirandola ad un incontro, al fine di mostrare ciò che abbiamo realizzato. Non vi è assolutamente nulla di particolare in questa iniziativa e non vi sono secondi 'fini' – sottolinea Luppi – ma riguarda un gesto di umanità per quei bambini che non ce l'hanno fatta o che, per qualsiasi motivo, sono stati abortiti. E' giusto che i genitori possano avere l'opportunità di scegliere e decidere di garantire una sepoltura. Non vi è alcun legame con il servizio offerto ai genitori e le iniziative, organizzate in altre città di Italia, contro l'interruzione volontaria di gravidanza. L'area realizzata rappresenta solo l'opportunità, per i genitori, di avere un luogo concreto in cui dedicare un pensiero al proprio bambino se lo ritengono giusto'.

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