Il Coordinamento Nuova Concordia contesta le dichiarazioni dell'assessore Gazzolo del 19 gennaio scorso sulla messa in sicurezza dei fiumi Secchia e Panaro.
'Alle ottimistiche dichiarazioni da parte delle autorità intervenute, condite da reciproci roboanti complimenti, ricordiamo che non più tardi del 12 dicembre 2017 la Bassa ha rischiato di 'andare sotto' di nuovo pur in una situazione tutto sommato di normalità per un inverno tra l'altro estremamente secco. Questo, con buona pace di chi cerca di giustificare il rischio corso con delle dichiarazioni che non sono altro che delle scuse, per non parlare del sistema di allertamento praticamente assente - si legge in una nota del Coordinamento nato da una costola di Arginiamo -. Tre sono gli elementi che contestiamo:
• L'assenza di una cabina di regia super-partes di altissimo e riconosciuto valore scientifico, quale non può essere che un istituto universitario specializzato nella materia. Ne esiste uno specializzato a Modena, l'Unimore cattedra di Idrologia, riconosciuto a livello mondiale con fior di pubblicazioni e che si permette di andare 'ad insegnare' addirittura negli Stati Uniti. Ma per dei miserabili interessi di 'colore' (colore qui significa condivisione di scelte discutibili) è tagliata fuori.
• La follia di un inadeguato protocollo normativo per i lavori di messa in sicurezza che si attesta su un TR20 (Tempo di Ritorno di 20 anni), contro un valore di TR200 (Tempo di Ritorno di 200 anni) preconizzato dagli enti scientifici di tutto il mondo. Per intenderci: il Tempo di Ritorno TR di tot anni non vuol indicare dopo quanto tempo accadrà di nuovo un evento climatico di una determinata gravità (come può essere una fortissima pioggia, ma non una bomba d'acqua); il TR si associa ad un numero sempre più grande man mano che aumenta la gravità dell'evento che ci si può attendere, e quindi la sua rarità: un TR 20 si riferisce ad eventi leggeri e frequenti. Pertanto un lavoro di messa in sicurezza fatto con TR 20 non offre nessuna protezione.
Pertanto, i nostri territori rischiano l'allagamento già con eventi non gravi e da attendersi frequentemente, come quello del 12 dicembre 2017. E si badi bene che qui stiamo parlando di casi di sormonto arginale, non di cedimento di argini che non dovrebbero succedere mai.
Le opere idrauliche di messa in sicurezza devono essere
• Il rimpallo di responsabilità tra i vari attori: chi dà la colpa alla Regione che non aveva stanziato i soldi, chi alla pessima AIPO che non ha mai eseguito i lavori vitali di manutenzione dei fiumi, chi ai sindaci troppo succubi della politica per aver il coraggio di denunciare con chiarezza almeno i fatti, chi alle nutrie, chi agli argini che non sono cresciuti da soli, chi alle alberature che si permettono di crescere in mezzo al letto dei fiumi! Alla fine si assiste ad una miriade di interventi dai costi e dai risultati incerti, realizzati a pioggia che lasciano sempre dei tratti non protetti (a proposito, che cosa si aspetta a mettere mano alla famosa Curva di Bastiglia, vera spada di Damocles che incombe sul paese?



