La polizia municipale dell'Area Nord ha sequestrato la merce a un ambulante addetto alla vendita di arance. Il fatto è avvenuto nel Comune di San Possidonio, in via Provinciale. In seguito agli accertamenti effettuati sul luogo, gli agenti del presidio di San Possidonio e Concordia hanno constatato che il venditore di frutta era privo di licenza commerciale per la vendita e dell'autorizzazione come produttore agricolo. Il venditore abusivo, di 40 anni e residente nel Sud Italia, è stato sanzionato con un verbale di 5.164 euro e gli sono state sequestrate le arance. Subito dopo il sequestro, il comando polizia municipale ha provveduto a contattare il sindaco di San Possidonio che ha firmato un provvedimento di donazione delle arance a favore dell'associazione di volontariato mirandolese 'Porta Aperta'.
'Plaudiamo all'operato della polizia municipale contro l'abusivismo commerciale. La donazione della merce sequestrata rappresenta un piccolo gesto, ma dall'enorme significato per le persone in difficoltà' - afferma il presidente dell'Unione Luca Prandini.
Sequestrate arance a un venditore abusivo 40enne italiano
Le arance sono state donate all'associazione di volontariato mirandolese Porta Aperta
Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
Spilamberto, pauroso schianto tra due auto
Trovato senza vita il 21enne scomparso da Ravarino
Ferragosto tra feste e sagre a Modena e provincia
San Possidonio, azienda agricola con centro estivo: gravi irregolarità, attività sospesa
Articoli Recenti
San Felice sul Panaro: al via la sagra di Rivara
A Bastiglia torna la tradizionale Sagra di San Clemente
Castelfranco Emilia, il magistrato Marcovalerio Pozzato è l'oste della 45esima Sagra del Tortellino
Bastiglia, presunta presenza di amianto sgretolato nell'ex porcilaia: l'Ona chiede lumi al Comune


