Ore drammatiche in Colombia dopo il violentissimo terremoto di magnitudo 7.4 che ha squassato il quadrante occidentale del Paese. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dalla Protezione Civile e dalle autorità municipali, il numero delle vittime accertate è salito a 254 morti, mentre i feriti assistiti dalle strutture sanitarie sono più di 2.590.
Il Presidente della Repubblica, Abelardo de la Espriella, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e di calamità pubblica per facilitare l'invio immediato di fondi e dell'esercito nelle aree più colpite.
L'epicentro e la dinamica del sisma
La forte scossa si è verificata alle ore 7:34 locali con epicentro individuato nei pressi della municipalità di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó. Nonostante l'ipocentro sia stato localizzato a una profondità di circa 107 chilometri – fattore che solitamente attenua l'impatto in superficie –, l'intensità e la durata del tremore (protrattosi per quasi quattro minuti) hanno causato crolli strutturali devastanti in un raggio di centinaia di chilometri.
Le città più colpite
Il terremoto ha ferito al cuore l'asse produttivo del caffè e le grandi metropoli dell'ovest colombiano
Pereira: è attualmente la città che registra il tributo di vite più pesante, con ben 101 vittime accertate a causa del cedimento improvviso di palazzine residenziali
Cali: nella terza città del Paese si contano almeno 95 morti.
Le immagini giunte sul posto mostrano interi blocchi abitativi rasi al suolo e il parziale crollo dell'Ospedale Universitario, dove si teme la presenza di bambini intrappolati nelle sezioni neonatale e pediatrica. Il sindaco Alejandro Éder ha proclamato lo stato di massima allerta.Manizales e Quibdó: si registrano gravissimi danni strutturali. A Manizales è crollata la storica torre della cattedrale cittadina.
Chocó: l'area rurale più vicina all'epicentro è attualmente isolata, priva di energia elettrica e di comunicazioni stabili, ostacolando l'arrivo dei primi aiuti alle comunità indigene.
Corsa contro il tempo per i dispersi
I database civili e della gestione del rischio stimano oltre 2.700 dispersi. I soccorritori della Croce Rossa, i vigili del fuoco e migliaia di volontari stanno lavorando a turni continui giorno e notte, chiedendo periodicamente il silenzio assoluto tra le macerie per captare flebili grida o segnali di vita.
Non mancano storie di speranza in mezzo alla tragedia: a distanza di oltre 30 ore dall'evento, una donna è stata estratta viva e cosciente dai detriti di un palazzo collassato, e i residenti sono riusciti a trarre in salvo una neonata localizzata grazie ai suoi pianti.
Sospensione dei trasporti e aiuti internazionali
Per ragioni di sicurezza, il governo ha sospeso l'operatività di sette aeroporti regionali e imposto il coprifuoco in diverse municipalità per prevenire sciacallaggi.



