I “battleground States” si giocano sul filo dell’equilibrio ma Trump è in vantaggio anche in Michigan, Nevada e Arizona: ha ottenuto fino il sostegno di 230 elettori contro i 205 della Harris.
E intanto Elon Musk, grande sostenitore di Trump, twitta “Game, set and match”, ovvero “Gioco, partita e incontro”.
Trump si avvia a tenere il suo discorso di autoproclamazione presidenziale. Kamala Harris resterà invece, per ora, in silenzio. La vicepresidente non parlerà nell’immediato dall’Università di Howard, a Washington, dove sta seguendo lo scrutinio. La folla democratica sta via via scemando. Probabilmente parlerà quando in Italia sarà il primo pomeriggio. Trump invece sta raggiungendo i suoi sostenitori radunati nel centro congressi della sua villa di Mar-a-Lago e lì dovrebbe tenere il suo primo discorso da nuovo presidente degli Stati Uniti (anche se ancora non ufficiale). Anche davanti alla Trump Tower, sulla Quinta strada a New York si preparano alla festa.
I Repubblicani intanto si sono presi anche il Senato. Secondo le stime dei media americani avranno la maggioranza. I Democratici, che lo controllavano fino ad ora hanno perso i due seggi del vantaggio, quello della West Virginia che era di Joe Manchin (vinto da Jim Justice), e quello dell’Ohio di Sherrod Brown (vinto da Bernie Moreno). Ai Repubblicani restano i due seggi in bilico, quelli del Texas e del Nebraska. E’ una gran notizia per Donald Trump, che così avrà un largo margine di azione anche nella nomina di cariche molto importanti per il funzionamento della cosa pubblica Usa segretari e giudici.
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