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Auto distrutte a Rimini, l'sos del Movimento nazionale infermieri

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Ecco la lettera inviata a luglio al presidente della Regione Bonaccini e al ministro Speranza. Una lettera con richieste precise rimasta ad oggi senza risposta


Auto distrutte a Rimini, l'sos del Movimento nazionale infermieri

Continua il braccio di ferro tra infermieri e istituzioni. Dopo i fatti di questa notte a Rimini, nel parcheggio dell'ospedale, dove sono state distrutte 70 auto di infermieri e medici, il Movimento nazionale infermieri ripropone la lettera inviata a luglio al presidente della Regione Bonaccini e al ministro Speranza. Una lettera con richieste precise rimasta ad oggi senza risposta.
Il MNI Regione Emilia Romagna, inoltre, farà partire una raccolta fondi per il sostegno e l’aiuto delle famiglie in difficoltà. 'Noi professionisti porgiamo una mano e ci siamo, non siamo untori e lavoriamo al limite della decenza'.

Egregio Assessore,
la presente lettera ha lo scopo di denunciare ancora una volta l’ennesima mancanza di coerenza e concretezza nei confronti della categoria degli Infermieri. Abbiamo assistito ad una manovra controproducente che umilia ed accresce il malcontento generale dei professionisti sanitari.
In tempi non sospetti, abbiamo richiesto un contratto degno della professione Infermieristica che, in questa emergenza, ha dato prova di grande competenza, abnegazione e imprescindibilità, invece del semplice e, come si è dimostrato, afinalistico stanziamento di fondi per il personale del comparto denominato a “Rischio COVID”.

Attraverso questa lettera, vogliamo enfatizzare i problemi che ogni giorno gli Infermieri incontrano nel cercare di svolgere al meglio la propria professione e altresì dar voce ai tanti colleghi che, nei più svariati modi, portano avanti la stessa battaglia: la valorizzazione delle professioni Infermieristiche.
Siamo qui a chiedere, da parte dei professionisti sanitari tutti, su quali basi è stato definito il “Rischio COVID”? Come è stato possibile mettere in atto una netta distinzione tra professionisti di serie A e serie B? Aggiungiamo inoltre la categoria dei professionisti di serie C, ossia “gli invisibili”, quelli che non vengono citati nemmeno, quelli che secondo le Vostre scelte erano completamente al sicuro. E

Egregio Assessore, forse non sa che, in molti casi, sono stati contagiati più facilmente rispetto ad altri: pensi ad esempio agli Infermieri di aree denominate “COVID-Free”, ai liberi professionisti e ai dipendenti del settore privato che hanno continuato la loro attività nelle strutture o al domicilio del paziente senza le risorse e i DPI assicurati al sistema pubblico. Evidenze scientifiche sottolineano che abbassare i livelli di protezione a causa della “presunta ridotta circolazione del virus” non comporta un rischio minore, ma piuttosto l’esatto contrario.
Tutti gli Infermieri quindi, durante l’emergenza sanitaria in corso, sono venuti a contatto con pazienti Covid, hanno subìto lo stesso identico stress lavorativo, in balìa di continui cambiamenti organizzativi delle aziende sanitarie, con turni di lavoro imprevedibili e con il terrore costante di infettare i propri cari una volta rientrati nelle proprie abitazioni.
Nonostante ciò i SSR e SSN sono andati avanti, appoggiandosi alla competenza e al coraggio di tutti i professionisti sanitari, sapendo che, se anche un solo anello della catena si fosse spezzato, sarebbe crollato tutto. Quegli anelli, Egregio Assessore, non sono solo di serie A e B, ma sono rappresentati dagli operatori sanitari tutti, nessuno escluso, tantomeno chi ha lavorato “dietro le quinte”.

Riteniamo quindi la distinzione operata discriminante e lesiva, in quanto tutti gli Infermieri sono stati e sono tutt’ora esposti al “Rischio Covid”, a prescindere dal settore in cui ciascuno di loro eroga o abbia erogato assistenza. E’ stato inoltre previsto un periodo di riferimento per il “Premio Covid” che è assolutamente fuori dall’effettivo andamento dell’emergenza sanitaria in atto. Nella Regione Emilia-Romagna è stato riconosciuto l’intervallo di tempo compreso tra 21/02/2020 e il 31/03/2020, ma ricordiamo che la “Dichiarazione dello stato di emergenza nazionale” è stata ufficialmente proclamata con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 e che permarrà fino al 31 dicembre 2020. Il Movimento Nazionale Infermieri, in rappresentanza di migliaia di Infermieri su territorio nazionale, in merito a questo irragionevole accordo, chiede a gran voce:
1. La revisione della distribuzione dei “Premi Covid”, includendo tutti gli infermieri che hanno lavorato sia nelle aree a “Richio Covid” che in quelle considerate “Covid-Free”, dei dipendenti della PA, del settore privato e dei liberi professionisti che hanno svolto e continuano a svolgere la loro attività a beneficio dei cittadini;
2. La revisione del periodo lavorativo preso in considerazione per l’assegnazione dei “Premi Covid”;
3. Un “Premio Covid” non soggetto a tassazione. Le sopra citate richieste, fanno parte di un minimo riconoscimento all’operato svolto dalla categoria infermieristica in questo difficile periodo. L’infermiere, a differenza di molte altre figure professionali, è a contatto continuo e diretto con il paziente e i suoi familiari, in tutti i settori sanitari e socio-assistenziali: dall’area critica al domicilio, dal regime di ricovero a quello amblatoriale. In questa specifica occasione, è stata concessa una parte dei fondi stanziati dalla RER a figure professionali che ben divergono da tale tipo di assistenza, rischio e responsabilità, ma che fanno parte dello stesso CCNL. Per questo motivo sentiamo la necessità di affermare che non possiamo essere paragonati a qualsiasi altra figura professionale inclusa nel comparto. Dunque ribadiamo ancor di più la reale e urgente necessità di uscire immediatamente dal comparto sanità e la stipula di un contratto esclusivo per la professione Infermieristica poichè unica nel suo genere.

Questa lettera, Egregio Assessore, è una richiesta di aiuto e di interlocuzione a tutti i soggetti interessati, alle Istituzioni e agli Ordini affinché si possano trovare delle soluzioni di concerto per colmare le disuguaglianze di sistema che denunciamo. Riconoscendo in Lei, Egregio Assessore, il primo interlocutore del settore Sanità della Regione Emilia-Romagna, Le chiediamo ufficialmente di essere convocati per esporre le nostre istanze e proposte, nella speranza di poter esprimere le nostre ragioni anche a livello di Governo Nazionale. ù
Certi di un sollecito riscontro, restiamo in attesa di convocazione e Le porgiamo i nostri più distinti saluti.
MOVIMENTO NAZIONALE INFERMIERI



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