'Il Movimento 5 stelle - dice - dovrà prima o poi scegliere in che casa stare e l'alleanza con il PD, se c'è, deve essere, come avrei voluto fosse in Emilia Romagna, non per battere qualcuno ma in funzione di un accordo di programma. E visto che in 3 su 4 regioni che andranno al voto l'alleanza che c'è a livello nazionale non ci sarà a livello locale, i 5stelle perderanno ovunque consenso, come hanno perso in Emilia-Romagna non alleandosi con il PD. Non esiste da nessuna parte del mondo che la forza politica al governo del paese non governi nessuna regione. E' un problema per i 5 stelle ma è un problema anche per il PD. Un partito come il nostro non può rimanere al 20% perché così questo governo e questa alleanza politica, alle prossime elezioni, andrà a casa'. Bonaccini conta i voti e detta quasi l'agenda oltre che la strategia politica ad un movimento che - afferma - cambierà e dovrà cambiare e 'scegliere, appunto, da che parte ed 'in che casa stare'.
Ed il rapporto con i 5 stelle, tale solo a livello nazionale, rappresenterebbe un problema anche per il PD che proprio dall'alleanza con il movimento, funzionale al governo del paese, avrebbe perso elettori che più non si riconoscono in termini di appartenenza e di valori. Che Bonaccini riconduce anche all'avere perso negli anni il rapporto con le fasce più deboli della popolazione, con il mondo operaio, con la propria base. Un partito per Bonaccini incapace di mantenere anche le promesse elettorali. E qui l'esempio scatta sul voto al referendum.



