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Case residenze anziani Modena, dal M5S un report con luci e ombre

Case residenze anziani Modena, dal M5S un report con luci e ombre

'Attuare nelle Cra un piano che porti a superare le differenze del servizio offerto nelle diverse strutture'


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Il Movimento 5 Stelle Modena ha intrapreso, da alcuni mesi, un percorso conoscitivo di tutte le Case residenziali per anziani cittadine parlando con gli operatori, con gli utenti e con i famigliari presenti.
'Sono state rilevate una serie di differenze del servizio offerto - si legge in una nota del Movimento 5 Stelle di Modena -. Da quando le SRA (Residenze sanitarie assistenziali) sono state convertite in CRA (Casa residenza per anziani), tutte le patologie (comprese quelle psichiatriche) ora vengono prese in carico dagli operatori e questo determina una diversificazione gestionale e sanitaria. Dal nostro punto di vista è fondamentale attuare nelle CRA un piano che porti a superare le differenze del servizio offerto nelle diverse strutture. Nello specifico:
  • nuovi metodi di controllo: avviare nuove modalità di controllo con più visite presso le strutture da parte dell'apposita commissione (OTAP)e non ridurre il tutto a una semplice compilazione di moduli; 
  • uniformare l'assistenza agli utenti: ogni casa residenziale per anziani è una struttura a sè stante, sia in termini numerici che di pianta organica. 
  • aggiornamento del personale: investire sull’aggiornamento costante del personale sanitario con corsi specifici, secondo il modello di 'gestione integrata', che oggi è considerato l'approccio più indicato per migliorare l'assistenza
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    delle malattie croniche come demenza e Alzheimer presso le CRA, che hanno la necessità di trattamento costanti e modulati sui diversi livelli di gravità, informazione e sostegno per se e per chi si prende cura di loro.
  • aumentare gli ausili: ogni CRA deve avere un sufficiente e adeguato numero di ausili in base alle patologie ed esigenze degli utenti. In alcuni CRA non sono stati trovati sufficienti ausili necessari per la cura e il mantenimento di patologie complesse e gravi come Alzheimer, Parkinson, SLA, demenza;
  • inserire gli psicologi nelle strutture: con la chiusura degli ospedali psichiatrici, anche gli anziani con disturbi psichiatrici entrano nei CRA e questo rende necessaria la presenza di uno psicologo all'interno delle strutture; 
  • suddividere le patologie per strutture: ad oggi le patologie non sono state suddivise per ogni struttura e solo una CRA ha la possibilità per un periodo temporaneo di avere un nucleo per la cura e il mantenimento per l'Alzheimer'. 
'Durante gli incontri nelle CRA abbiamo riscontrato diversi punti di forza, come l'accoglienza al primo ingresso, la presenza degli infermieri per 24 ore presso alcune strutture, personale infermieristico dell’Asl (che comporta meno turnover del personale), piccoli nuclei composti da 20 persone, nuclei specializzati per patologie, grandi spazi esterni e attività sul territorio - continua la nota del M5S -.
La criticità invece sono causate dai servizi differenti offerti, come ad esempio le ore del personale medico in struttura e numero di personale, che inficia le possibilità di attività come per esempio poter accompagnare gli anziani nei giardini delle strutture. In alcune strutture è stata riscontrata la presenza di infermieri presenti non per 24 ore, mentre reputaimo che questa figura sia indispensabile, anche per evitare ricoveri al pronto soccorso che alterano la percezione di orientamento dell'anziano soprattutto con demenza. La progettualità di questi spazi sociali deve basarsi sui bisogni degli anziani e non solo su parametri di economia di scala. Serve puntare a un sistema di cure tendente alla personalizzazione del servizio per gli utenti, come nel progetto Alzheimer Cooperative Valutation in Europe (Alcove) che vede coinvolti ben 19 paesi europei. E' da questo approccio che bisogna partire per progettare nuove strutture al servizio della città'.
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