Se da un lato le casse di espansione, seppur inadeguate, contribuiscono a gestire le piene, queste rimangono ufficialmente e tecnicamente pericolose, se non adeguate.
La criticità del sistema
Le criticità del sistema attuale di laminazione delle piene della cassa di espansione sul fiume Secchia evidenziate nelle relazioni Aipo sono le seguenti:
1 - Insufficienza dell’invaso nel fornire un grado di laminazione adeguato rispetto all’evento di riferimento, con tempo di ritorno T=200 anni
2 - Inadeguatezza dei manufatti di sbarramento e di sfioro laterale nell’ottimizzare l’efficienza dell’invaso, anche per eventi di piena di minore entità (maggiori di TR 20 anni)
3 - Inadeguatezza normativa dell’opera, rispetto previsioni del DPR 1363/59, con particolare riferimento all’entità del franco idraulico dei manufatti e rilevati arginali in concomitanza con il passaggio dell’evento di progetto
Si tratta di criticità evidenti dagli studi e dalle relazioni degli organismi competenti da decenni, ma alle quali, è un dato di fatto, non si è mai dato risposta sul fronte politico, istituzionale e di governo. In particolare della Regione. Immobilismo giustificato solo in parte della mancanza di finanziamenti (visto che da anni due dei 4 lotti relativi al progetto di adeguamento alla normativa e potenziamento erano già stati finanziati), e non giustificato se consideriamo che è emerso, anche grazie all'azione dei comitati che a più riprese si sono interfacciati direttamente con gli organismi regionali, che i progetti necessari al potenziamento, e all'adeguamento della capacità di laminazione a piene centenarie non c'erano. Nemmeno sulla carta. Elemento, quest'ultimo, che ha avrebbero sostanzialmente perdere la possibilità di accedere ai finanziamenti del PNRR. Il recupero di alcune risorse, da questo canale di finanziamento (PNRR), è stato dato dalla possibilità di utilizzare la cassa di espansione come bacino irriguo. Ciò ha consentito di ottenere il finanziamento anche per il lotto relativo all'innalzamento delle arginature necessario per il potenziamento della capacità generale di invaso della cassa. Una capacità che comunque, da relazioni Aipo, non potrà essere ampliata al livello considerato ideale, ovvero con piene con Tempi di Ritorno a 200 anni. E' la stessa Aipo a specificare il perché:
'Le analisi svolte hanno portato alla presa atto dell’impossibilità di adeguamento della cassa all’evento di progetto rispetto alla TR200 anni. Tale impossibilità deriva dall’insufficiente volume d’invaso ottenibile con il solo adeguamento dei manufatti, del rialzo delle arginature e l’ampliamento della cassa (nuovo comparto in comune di Rubiera) a fronte del volume in eccedenza delle onde di piena da laminare (il deficit di volume per laminare la piena duecentennale varia da un minimo di 33 a un massimo 51 milioni di mc)'. Ricordiamo che il volume attuale della cassa è di circa 13 milioni di metri cubi.
La possibilità di portare comunque la capacità della cassa ad un livello superiore (almeno TR 50) c'è da anni. Attraverso interventi divisi in lotti di progetto. Per altro, come detto, finanziati.
La soluzione progettuale individuata da Aipo per risolvere le sopra citate criticità è stata suddivisa in quattro lotti funzionali, anche sulla base delle risorse attualmente disponibili, cosi definiti:
LOTTO 1 - Adeguamento dei manufatti di regolazione ed opere connesse (finanziato)
LOTTO 2 - Adeguamento in quota delle arginature esistenti (ora finanziato con fondi PNRR per bacino irriguo),
LOTTO 3 - Ampliamento della cassa di espansione del fiume Secchia (comparto in comune di Rubiera) – (in parte finanziato)
LOTTO 4 - Realizzazione «seconda» cassa di espansione del fiume Secchia (non finanziato)
In sostanza, ciò significa che allo stato attuale dei primi tre lotti necessari per avviare e completare una prima importante fase del potenziamento e finanziati solo per il lotto due sono iniziati i lavori. Per gli altri è tutto fermo.Gianni GaleottiNella foto (Massimo Neviani), lo stato della arginature nei pressi del manufatto regolatore (diga)

