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Castelfrigo, versione CGIL: 'Nessuna violenza, la Effeci c'entra'

Castelfrigo, versione CGIL: 'Nessuna violenza, la Effeci c'entra'

La replica della CGIL alla lettera dell'azienda agricola Effeci questa mattina interessata dalla protesta sindale: 'L'azienda non è estranea'


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'Questa mattina, i lavoratori degli appalti di Castelfrigo hanno manifestato per circa mezz’ora davanti all’azienda agricola “Effeci”, di proprietà della famiglia Ciriesi, sede di un importante allevamento di cavalli da competizione. Non è vero che l’azienda agricola è estranea alla Castelfrigo, in quanto vari lavoratori delle società cooperative appaltatrici di Castelfrigo hanno lavorato presso l’azienda agricola stessa. I manifestanti sono rimasti fermi ai margini della proprietà gridando gli slogan della vertenza. Da lontano è partita una persona dell’azienda agricola che, con il cellulare puntato, si è avvicinata per riprendere i volti dei manifestanti, ma non c’è stata alcuna aggressione'. Con una nota Flai-CGIL replica alla lettera inviata dall'azienda Effeci, raggiunta questa mattina da un gruppo di lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo, da mesi mobilitati contro i 127 licenziamenti previsti e per denunciare le condizioni di lavoro. 

'Sin dall’inizio dello sciopero, le mobilitazioni, compresa quella di oggi' - ha affermato la CGI, sono sempre avvenute preavvisando la Questura e si sono svolte senza mai impedire il passaggio di mezzi e/o persone diretti alla proprietà, e senza aggredire nessuno. 

Gli altri episodi citati dalla nota stampa della Castelfrigo si riferiscono alle mobilitazioni di febbraio 2016 quando capitò anche che uno dei fratelli Ciriesi uscì dai cancelli inveendo contro i soci-lavoratori delle cooperative e urlando ripetutamente “Siete delle merde!”.
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Tuttavia, su tutti gli episodi del 2016, le parti avevano deciso di non procedere a querela secondo il Verbale d’Accordo del 16 febbraio 2016.
 

Comprendiamo la tensione che si sviluppa intorno a questa vertenza perché la viviamo giorno per giorno, insieme ai lavoratori che sono in sciopero senza stipendio. Questi 127 lavoratori sono sottoposti a una procedura di licenziamento che li lascerà senza lavoro e senza reddito necessario al sostentamento delle loro famiglie entro la fine dell’anno. L’unico modo che hanno per denunciare la loro drammatica situazione è quello di protestare contro le ingiustizie che stanno subendo. Lasciateli almeno gridare' 
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