Una fotografia tendenzialmente positiva quella illustrata dal presidente della Regione Michele De Pascale e dall'Assessore regionale Favi ma che arriva ancora una volta fuori tempo massimo: il bilancio, che per legge dovrebbe essere approvato entro il 31 dicembre, viene illustrato solo oggi, a metà aprile, dopo oltre tre mesi di esercizio provvisorio che hanno complicato la gestione delle Ausl e rallentato programmazione, gare e assunzioni.
Ma questo sembra non rappresentare un problema per i due amministratori orientati solo fornire dati positvi al di la del contesto in cui si inseriscono. Tra questi ci sono i 600 milioni, raggiunto dal fondo per la non autosufficienza. Ma tra i fattori sottolineati come determinanti nel rientro del disavanzo, spicca il dato dei ticket farmaceutici introdotti nel 2025 e che hanno generato 32 milioni di euro di entrate aggiuntive, una cifra che ha contribuito alla riduzione del passivo. Per il 2026 la stima di entrata derivante dai ticket sui farmaci sale a 48 milioni.
Il consuntivo 2025 si chiude con un disavanzo di 70 milioni, coperto con risorse regionali, contro i 194 milioni del 2024. La Regione attribuisce il miglioramento soprattutto a un “uso più efficiente delle risorse”, ma il ruolo dei ticket resta un elemento centrale e politicamente sensibile, perché introdotto in un contesto di forte pressione sui bilanci sanitari.
Il preventivo 2026, basato sui fabbisogni delle singole aziende sanitarie, punta al pareggio nonostante un fabbisogno residuo di 950 milioni che dovrebbe essere coperto da trasferimenti nazionali, payback farmaceutico e fondi regionali già stanziati. La Giunta rivendica anche il rispetto delle scadenze PNRR e il mantenimento di livelli di prestazioni tra i più alti del Paese.
Accanto alle dichiarazioni ottimistiche, però, emergono le prime critiche. Le opposizioni parlano di “ritardo ingiustificabile” e accusano la Giunta di aver lasciato le Ausl “a navigare a vista” per mesi, mentre i sindacati ricordano che il pareggio non può essere raggiunto “scaricando i costi sui cittadini o comprimendo il personale”.




