Per i Comitati a difesa dell'ospedale di Mirandola, l'occasione per consegnare al Presidente della Regione Michele De Pascale un documento con perplessità e critiche rispetto all'assenza di garanzie sul futuro dell'ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, all'interno del Piano per la sanità nell'area nord comprendente integrazione con l'ospedale di Carpi, è arrivata ieri, venerdì 29 maggio, nel giorno della visita del presidente a Mirandola, per l'inaugurazione dell'antico palazzo Municipale ristrutturato. Il documento, firmato dal fronte dei Comitati Salviamo l'Ospedale di Pavullo. la nostra Mirandola ODV, da anni impegnate in una azione a difesa dell'ospedale, alle quali nell'ultimo anno si è unita l'associazione Giardino Pica, tende a ribadire la centralità non solo funzionale ma anche territoriale dell'ospedale di Mirandola. Una centralità che, secondo i comitati, non può essere sacrificata con lo spostamento del baricentro del nuovo Piano verso Carpi: una centralità ribadita anche attraverso una rappresentazione cartografica riportata insieme al testo della lettera aperta che qui riportiamo integralmente.
'Egregio Presidente, cogliamo l’opportunità della sua visita a Mirandola, in occasione del ricordo del terribile sisma del 2012, per sottoporre alla sua attenzione le forti preoccupazioni nostre e di tanti cittadini sulle prospettive dei servizi socio-sanitari del territorio ed in particolare dell’ospedale di Mirandola, l’ultimo presidio rimasto in una zona di 87.000 abitanti, distribuiti su nove comuni e distanti dall’asse centrale della Via Emilia.
Dai documenti in nostro possesso (verbali dei comitati di distretto, relazioni della CTSS, relazione di committenza sanitaria per l’ospedale di Carpi, risposte della Giunta regionale alle interrogazioni Arletti e Muzzarelli, dichiarazioni alla stampa del direttore dell’AUSL) emerge un quadro che prefigura un declassamento consistente e inaccettabile dell’ospedale Santa Maria Bianca a un livello di poco superiore a un grande poliambulatorio. Le ragioni fin qui addotte per giustificare un tale scenario (il superamento di presunti doppioni, il coordinamento e l’integrazione dei servizi etc…) sono generali quanto generiche e prive di un convincente e completo supporto analitico.
A parte il fatto che un’”Area Nord” della provincia di Modena, con Carpi che emerge di fatto come capoluogo, non è mai esistita, né storicamente, né economicamente, né socialmente, l’esperienza di integrazione fra i due ospedali sperimentata nel periodo postsisma con i primari a scavalco si è rivelata semplicemente dannosa per Mirandola, che ha perso posti letto, servizi e personale. Appare anche singolare che, per percorrere la sbandierata innovazione di integrazione fra distretti, si siano scelti proprio Carpi e Mirandola, che distano 28 KM, (senza contare la vastità del comune di Mirandola che si espande altri 20km verso S.
M. Spino), con collegamenti del tutto inefficienti, e non ad esempio Baggiovara e Sassuolo, che distano 11 KM con superstrada, oppure Sassuolo e Vignola che distano 25 KM sull’asse pedemontano. Infine, non abbiamo avuto risposte fondate e plausibili sui motivi che hanno indotto la Regione a rinunciare al progetto di un ospedale unico baricentrico, che a nostro avviso resta la soluzione più razionale per l’organizzazione della rete provinciale, per i costi e soprattutto per i cittadini. Sia chiaro, noi non contestiamo il diritto dei 104 mila cittadini dell’area carpigiana di rinnovare il loro ospedale, ma non possiamo certo accettare che i costi diretti e indiretti vengano scaricati sugli 87 mila cittadini della Bassa modenese, che hanno gli stessi diritti e sarebbero invece spinti di fatto verso le provincie di Ferrara e Bologna e verso la Lombardia, aumentando la mobilità passiva. Questo territorio, signor Presidente, ha dimostrato di cosa è capace con la ricostruzione post-sisma, grazie all’aiuto e alla guida del Presidente Errani.
Continua ad investire e a creare lavoro e produce un valore aggiunto per abitante superiore alla media.
Non merita di essere trattato come una realtà periferica e marginale e di sicuro non si rassegna a ridimensionare i servizi pubblici che ha conquistato, a partire dal servizio sanitario pubblico e universalistico'.
Com. Salviamo L'Ospedale Della BassaAss. La Nostra Mirandola ODVAss. Giardino Botanico La Pica ODV