L’opera, che collega via Nobili a via Don Zeno-Saltini nella zona ovest della città, è stata realizzata tra il 2020 e il 2021 su quello che si riteneva terreno pubblico. Solo successivamente, su segnalazione dei proprietari confinanti, è emerso che una parte del tracciato ricadeva su un fondo agricolo privato. Gli accertamenti tecnici, conclusi nel maggio 2025, hanno confermato uno sconfinamento di 225 metri quadrati causato da una mappa catastale errata usata nella fase di progettazione.³
Fallita la mediazione con i proprietari e in presenza di un ricorso in corso presso il Tribunale civile, l’Amministrazione ha deciso di procedere con l’acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del DPR 327/2001, che consente alla Pubblica Amministrazione di acquisire formalmente aree utilizzate senza titolo per fini di interesse pubblico, riconoscendo un indennizzo ai proprietari.
L’indennità calcolata dal Collegio peritale del Comune ammonta a 2.119,50 euro, comprensiva del valore venale attuale, di un’indennità per il danno non patrimoniale (pari al 10% del valore) e del risarcimento per il periodo di occupazione dal 2020 al 2025. La cifra sarà depositata presso la Cassa Depositi e Prestiti.
Durante la seduta del Consiglio comunale, il dibattito si è acceso soprattutto sul tema della trasparenza e della gestione tecnica dell’errore. Il sindaco Mezzetti ha ribadito come la scelta di procedere alla sanatoria sia dettata dalla prevalenza dell’interesse pubblico, vista l’importanza strategica della pista ciclopedonale nel collegare due quartieri e l’impatto economico e logistico, in termini di impatto sulla viabilità, che avrebbe la sua rimozione.
Dura la replica dell’opposizione, che ha parlato di “ennesimo errore” e di atteggiamento muscolare dell’Amministrazione. La maggioranza, però, ha difeso la delibera ricordando che simili procedimenti sono previsti dalla normativa e utilizzati anche da altri enti locali, chiedendo al centrodestra di esprimere chiaramente se ritenga più giusto l’esproprio o lo smantellamento dell’infrastruttura già costruita, ben difficile da realizzare e soprattutto antieconomica.
Il provvedimento sarà ora notificato ai proprietari entro 30 giorni e trasmesso alla Corte dei Conti.



