L’obbligo vaccinale imposto con la violenza del ricatto rappresenta un’abnormità giuridica e politica senza precedenti che sta a dimostrare come la vera emergenza in Italia sia oggi democratica, ben prima che sanitaria. Non è un caso che, ad eccezione dell’Austria, nessun altro stato democratico al mondo abbia osato introdurre misure così gravi e restrittive nelle libertà civili per contrastare l’epidemia da Covid-19. Si è giunti a tanto dopo due anni di manipolazioni e di bugie propinate in un coro di regime da politici, virologi e giornalisti: i lockdown hanno distrutto l’economia senza sradicare il virus; la promessa che il 2021 sarebbe stato l’ultimo con il Covid grazie alle vaccinazioni di massa si è rivelata solo un’illusione; la somministrazione di due dosi di vaccino avrebbe dovuto debellare per sempre l’infezione mentre a pochi mesi di distanza siamo già alla terza, e dovremo prepararci a una quarta, poi a una quinta; la vagheggiata immunità di gregge che si sarebbe dovuta raggiungere prima al settanta, poi all’ottanta, poi al novanta per cento della popolazione vaccinata è stata ora fissata addirittura al 95, mentre l’Italia a tutt’oggi continua ad essere al quarto posto al mondo per numero di contagi da Covid 19, trasmessi in grande maggioranza da persone vaccinate. Intanto, l’ossessionante bollettino quotidiano dei contagi e dei decessi Covid nasconde la drammatica realtà di reparti ospedalieri ridotti alla semiparalisi e l’impennata del numero di morti per altre patologie, con pazienti oncologici e cardiopatici che non vengono operati e curati come dovrebbero.
Se molti altri paesi stanno finalmente pianificando la definitiva uscita dell’emergenza e inaugurando una nuova fase basata sulla convivenza con il virus, in Italia il potere politico continua imperterrito a riprodurre un’emergenza senza fine, perseguendo il “vaccinismo” a oltranza e tentando parallelmente di scaricare i propri fallimenti sul capro espiatorio dei no vax.
L’aizzare una parte degli italiani contro l’altra, se forse può servire a rimandare il redde rationem di una classe dirigente incapace e irresponsabile, sta esasperando uno scontro sociale di cui nessuno sente il bisogno. In questo modo si stanno gettando i semi di una guerra civile strisciante, i cui frutti avvelenati avranno purtroppo effetti di lunga durata.
E’ assai grave che misure senza precedenti nell’Italia repubblicana siano state imposte da una classe politica debolissima e screditata, che dal 2019, al solo scopo di evitare nuove elezioni, ha dato vita a governi privi di alcuna coesione politica e programmatica, affidandone la guida a personaggi, prima Conte e poi Draghi, privi di alcuna legittimazione popolare.
Temiamo fortemente che governare senza una reale opposizione diventerà la regola: con il supporto sempre più strutturale dei grandi mezzi d’informazione basterà evocare nuove, vere o presunte emergenze, che siano economiche, ambientali o nuovamente sanitarie, e stimolare lo straordinario mezzo di consenso che si ricava dal terrore, per replicare il controllo pressochè totale sulla società che si è realizzato in due anni di emergenza Covid. L’emergenza si appresta e divenire la nuova normalità.
Questa è la vera posta in gioco dietro le misure imposte dal Governo: se la raffica di misure liberticide, a partire dall’obbligo vaccinale e dal green pass come strumento di controllo e di obbedienza, passeranno e si consolideranno, le conseguenze finiranno per pagarle non solo quei milioni di cittadini che per non cedere al ricatto sono rappresentati come reietti, ma alla fine anche tutti coloro che, per libera e legittima scelta o perché vi sono stati costretti, hanno accettato l’iniezione di un siero ancora sperimentale.
Non è semplice reggere al pestaggio mediatico che subisce quotidianamente chi dissente e resistere al rullo compressore del potere della nuova cultura egemone e dei suoi vassalli. Il momento è tuttavia decisivo a dai suoi sviluppi dipende il nostro futuro.
In questo contesto la contrapposizione tra vaccinati e non vaccinati è inaccettabile; la vera alternativa è tra chi viola i diritti fondamentali e chi invece vuole difenderli. Le libertà costituzionalmente garantite rappresentano un valore comune da salvaguardare a ogni costo, al di là di ogni distinzione ci carattere culturale o ideologico.
Con questo spirito rivolgiamo un appello a tutte le persone che credono nei valori fondamentali della nostra convivenza perché si uniscano a noi nel chiedere l’immediato superamento dello stato di emergenza e il ritorno alla legalità costituzionale, con l’immediata abolizione di ogni obbligo vaccinale e la contestuale abrogazione del famigerato green pass.
Antonio Baldini, consigliere comunale di Modena
Giuseppe Bellei Mussini, architetto
Giovanni Bertoldi, consigliere comunale di Modena
Giovanni Fantozzi, storico e giornalista
Andrea Galli, ex consigliere regionale
Daniele Giovanardi, medico
Barbara Moretti, consigliera comunale di Modena
Corrado Ruini, ex assessore comunale di Sassuolo



