“La nostra mozione riguardava i pagamenti relativi al servizio di elettricità emessi a favore di Hera Luce che trovano riscontro nel rendiconto di bilancio. In particolare per il servizio di illuminazione pubblica si parla di euro 3.079.306,73 e per la gestione dei servizi semaforici di pagamento in conto competenza. La nostra mozione, evidentemente collegata al bilancio consuntivo, chiedeva, proprio alla luce della vicenda giudiziaria che ha visto il Comune soccombente, di monitorare lo stato dei pagamenti dell’amministrazione comunale verso Hera Luce tenuto conto delle somme già impegnate, contabilizzate e convalidate nel rendiconto di gestione. Ricordiamo che il rendiconto è stato approvato dal Consiglio Comunale il 29 aprile scorso dopo la nostra uscita dall’aula per esprimere dissenso nei confronti della decisione del Presidente del Consiglio Comunale di non mettere in trattazione la nostra mozione, decisione che ha trovato, durante la capigruppo che ha preceduto il Consiglio comunale, il pieno sostegno del Consigliere Antonio Carpentieri”, continuano i consiglieri.
“A proposito della posizione espressa dal Presidente del Consiglio Fabio Poggi che in un comunicato afferma “in campagna elettorale il Consiglio comunale non può discutere di atti politici, ma solo di provvedimenti improrogabili e indifferibili”, precisiamo che la delibera del bilancio consuntivo è stata ritenuta, evidentemente, un provvedimento improrogabile e indifferibile e che tutto ciò che alla stessa è collegato assume, a nostro parere, tale caratteristica. Il Presidente del Consiglio ha espresso un giudizio personale e di merito sulla nostra mozione ritenendo che non fosse collegata al bilancio consuntivo. Ma questo è, appunto, un giudizio personale che non ha nulla di oggettivo e che non ci trova d’accordo.
“Sarebbe infine interessante sapere cosa pensa il Presidente del Consiglio, così ligio alle regole verso le minoranze, dell’atteggiamento del Sindaco uscente che, nella bulimia delle nomine di fine mandato, ha unilateralmente deciso di non avvalersi della facoltà di chiedere ai candidati di partecipare alla commissione consiliare per presentarsi ai consiglieri commissari, saltando un passaggio istituzionale che ha finito per chiudere questa consiliatura nel peggiore dei modi”, concludono i consiglieri.



