Anche da quando l'ex Cie fu inserito nelle promesse elettorali in vista del voto del 4 marzo. Anche da quando, nell'aprile post elettorale, venne rilanciato dallo stesso ancora Ministro Minniti (in carica perché il nuovo governo giallo-verde non si era ancora formato nonostante la vittoria della compagine giallo-verde), come struttura necessaria. Da quando dalla Prefettura vennero annunciati confronti e tavoli aperti col Ministero per definire e rispettare in tempi brevi la riapertura del centro. Anche da quando, due mesi fa, la riapertura del CPR era nuovamente diventata terreno di confronto e scontro politico legato alla necessità di inviare a Modena le forze di polizia necessarie per garantire la riapertura e la gestione del centro, senza intaccare gli organici esistenti e a disposizione della questura e dei commissariati.
E forse da quando il CPR stesso è diventato elemento di divergenza tra le due anime dell'attuale governo. Quella del Movimento 5 stelle (che anche a Modena ha definito il CPR struttura inutile), e la Lega che di fatto, forse anche per la divergenza dai 'compagni' di governo, ha tolto al tema e alla discussione sul CPR, le luci della ribalta. Una attenzione scemata, quella sul CPR, che continua evidentemente a riflettersi nello stato di totale abbandono della struttura dove ancora sono visibili le reti metalliche interne, all'altezza del tetto, per impedire la fuga di clandestini e irregolari in attesa di identificazione ed, eventualmente, l'espulsione. Dai tempi della struttura ancora nella sua funzione di Cie.
Gi.Ga.



