In effetti le posizioni e le dichiarazioni molto nette espresse dal sindaco di Modena (che a più riprese ha parlato di disumanità del provvedimento), nel periodo antecedente all'approvazione del decreto stesso diventato legge, si sono un po' affievolite nelle ultime settimane. Dalle parole che facevano intuire un possibile contrasto duro alla norma e ad un boicottaggio istituzionale della norma stessa, si è passati ad un atteggiamento di attesa di decisioni di competenza di organi esterni ed istituzionalmente più titolati come la Consulta. Il rischio di passare dalla denuncia politica sulla dichiarata disumanità della legge al rischio di violare istituzionalmente una legge dello stato è alto e il sindaco di Modena in questo momento non ha forse né la popolarità né la forza di cui godono sindaci come De Magistris e Orlando, per potere spingersi a tanto. A quel tanto che invece vorrebbero le forse della sinistra più radicale.
'Il sindaco afferma che a suo parere il decreto Salvini viola fondamentali diritti umani. Se le cose stanno così - afferma la segretaria del Partito di Rifondazione comunista - crediamo non possa rimanere inerte e limitarsi ad un comunicato cerchiobottista e ad una burocratica applicazione di norme ripugnanti. Invitiamo Muzzarelli a ripensarci, mettendo da parte il timore di perdere consenso elettorale e appoggi influenti, e a tradurre in azioni concrete la sua contrarietà parolaia al decreto: non basta leggere qualche nome in Piazza Grande per lavarsi la coscienza. Invitiamo anche tutti i sindaci della provincia di Modena a seguire l’esempio dei primi cittadini di Palermo e Napoli che pongono come guida della loro azione prima di tutto il rispetto dei diritti costituzionali e umani'.
Sulla stessa lunghezza d'onda il movimento civico Modena Volta Pagina, da qualche settimana formalmente lista civica che si presenterà alle prossime elezioni, e che invita Muzzarelli a 'non lavarsi le mani'.
'Non abbiamo chiesto al sindaco di 'imporre ai funzionari di violare una legge in vigore' ma di trarre le conseguenze dal suo stesso giudizio che “la legge Salvini viola i fondamentali diritti umani e rischia di aggravare l'insicurezza nelle città sul versante del lavoro nero e della criminalità. Ed invece Muzzarelli, dopo questo condivisibile giudizio, se la cava auspicando che la legge venga bocciata e se ne lava le mani. Il sindaco si limita infatti ad 'augurarsi che la Corte Costituzionale sia chiamata a pronunciarsi per eliminare l’incostituzionalità di una parte delle norme'. E no, caro Muzzarelli, troppo facile chiamarsi fuori, è ora che l’impegno cominci'
Da qui l'invito di Modena Volta Pagina al sindaco di 'svolgere un ruolo politico, di farsi promotore di ogni iniziativa possa indurre un giudice a porre dubbi di costituzionalità'. L’Alta Corte deve essere chiamata a pronunciarsi su una legge tanto disumana, in contraddizione con lo spirito della Carta costituzionale. Per questo le chiediamo di svolgere un ruolo politico attivo, nonostante le risibili minacce dell’italoforzuto consigliere, Andrea Galli, che promette sfracelli se la legge sarà bocciata.
E ad esprimersi negli stessi termini del collega Muzzarelli è il sindaco di Carpi ricandidato alle prossime elezioni Alberto Bellelli, evitando azioni di disobbedienza istituzionale e rimettendosi alla decisione della consulta.
'Spero che la Corte Costituzionale faccia gli opportuni rilievi di incostituzionalità rispetto a questo decreto. Non è questione di buonismo o razzismo ma di buon senso e di rispetto della Costituzione”.
Nella foto, Judith Pinnock, Segretaria PRC Federazione di Modena



