'La federazione Provinciale dei Socialisti di Modena si è riunita per individuare candidature – da proporre nella lista Insieme – di persone del territorio modenese oneste, capaci ed in grado di farsi portatrici di quel riformismo socialista di cui ha tanto bisogno l’Italia'. Così la segreteria provinciale del Psi di Modena.
'La campagna elettorale si prospetta in salita anche per l’incapacità ad oggi delle forze del centro-sinistra di fare una sintesi politica e programmatica visibile e condivisa. A questo bisogna porre rimedio da subito se non si vuole consegnare il Paese al Centrodestra o al “Movimento 5 Stelle” -- continuano i socialisti -. In un mondo globalizzato, attraversato da politiche liberiste pericolose e caratterizzato da eventi migratori di grande portata, occorre essere capaci di elaborare proposte politiche chiare che esprimano una visione del mondo attenta ai valori della democrazia e della solidarietà e che puntino ad andare incontro agli interessi reali dei cittadini. Il PSI, sopravvissuto al demagogico furore giustizialista, che distrusse la cosiddetta “Prima Repubblica”, non ha mai cambiato il suo nome perché i suoi valori e la sua visione del mondo sono ancora attuali ed ancora in grado di fornire risposte ai tanti problemi dell’oggi.
Questa campagna elettorale assume un significato storico importante perché vede in campo forze conservatrici e neoliberiste (come Forza Italia, Fratelli d’Italia), forze populiste e demagogiche (come il “Movimento 5 Stelle”, la Lega di Salvini) e forze riformiste che, per avere qualche possibilità di successo, hanno l’obbligo di presentare un programma comune, lavorando assiduamente per costruire un centro-sinistra nuovo, unitario e credibile. Per cercare di affrontare le tante questioni che assillano il nostro pianeta (dai mutamenti climatici alle regole dell’economia globale, dai flussi immigratori alla lotta al terrorismo) è indispensabile costruire una seria coalizione delle forze del centro-sinistra con una piattaforma programmatica comune'.'Bisogna parlare forte e chiaro con le nuove generazioni e far capire che i diversi Paesi europei (dalla Grecia alla Spagna, dalla Germania alla Francia, dalla Svezia ai Paesi baltici) hanno un formidabile comune denominatore: la “cultura europea”. Non c’è solo l’euro, che tra l’altro vediamo che in questi ultimi giorni viene rivalutato anche dai suoi feroci nemici. C’è la cultura filosofica, letteraria, tecnologica, artistica, architettonica, manifatturiera e agricola che nei secoli ci ha resi simili ed interdipendenti più di quanto noi crediamo. Tutto questo non è un limite, ma un forte valore aggiunto che fa di questa parte del mondo una delle realtà più evolute, più avanzate e più vivibili.
Nella foto Paolo Cristoni, anima del Psi modenese



