Solidarietà agli organizzatori e ai relatori del convegno 'La violenza non ha genere', ma anche una proposta di modifica normativa nel nome del principio costituzionale di uguaglianza. È la posizione espressa dall'ex ministro Carlo Giovanardi, che è intervenuto dopo le polemiche e le contestazioni che hanno accompagnato l'iniziativa promossa lunedì scorso a Modena da AntheGroup e oggetto della aggressione di gruppi di femministe che hanno portato anche al'intervento delle forze dell'ordine per tutelare i partecipanti, i relatori e gli organizzatori.
'Un improvviso imprevisto mi ha impedito di partecipare al convegno', afferma Giovanardi in una nota, esprimendo 'tutta la mia solidarietà agli organizzatori dopo gli attacchi censori ed oscurantisti del sindaco Mezzetti e dell'assessore Camporota, peggiorati dall'irruzione di un gruppo di femministe nel corso dei lavori'.
L'ex ministro richiama quindi il dibattito sul tema della violenza nelle relazioni e sulla normativa che disciplina il reato di femminicidio. 'Come ex ministro per i Rapporti con il Parlamento, proporrei non di cancellare la norma in vigore in difesa delle donne, ma di integrarla in base all'articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso', sostiene Giovanardi.
'Esistono casi in cui anche uomini vengono uccisi dalle proprie partner per motivazioni riconducibili alla stessa matrice che caratterizza il femminicidio. 'Ogni anno, in media in Italia, otto uomini vengono uccisi dalle loro mogli o compagne per le stesse ragioni che sono alla base del femminicidio', afferma.
Da qui la proposta di un'estensione della tutela prevista dalla legge. 'Buon senso e rispetto della Costituzione suggeriscono pertanto non di cancellare il femminicidio dal Codice, ma di integrarlo, trattando nello stesso modo la donna che uccide il proprio compagno', conclude Giovanardi.


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