'Come avevamo anticipato in Consiglio comunale, l’unica soluzione è chiudere definitivamente il drop-in. Comprendiamo la richiesta avanzata dal Quartiere 2 di spostarlo, ma farlo significherebbe soltanto trasferire altrove le stesse problematiche, estendendole ad altre zone della città senza risolverle'.
A intervenire è Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Modena, a seguito dell’assemblea del Quartiere 2 alla quale Negrini ha partecipato insieme ai cittadini.
'Quello a cui abbiamo assistito è stato, per diversi passaggi, al limite dell’inverosimile. La sensazione è che si continui a raccontare una realtà del drop-in che semplicemente non esiste, mentre quella vissuta quotidianamente dai residenti viene sistematicamente messa in secondo piano. Durante il Consiglio di Quartiere abbiamo sentito affermazioni a dir poco sorprendenti. Si è arrivati addirittura ad accostare le dipendenze da sostanze stupefacenti alle malattie oncologiche. Un paragone che considero totalmente inaccettabile, oltre che offensivo: chi, infatti, contrae una malattia oncologica non sceglie di ammalarsi; al contrario, chi entra nel mondo delle sostanze compie inizialmente una scelta volontaria che può condurlo a sviluppare una dipendenza. Mettere sullo stesso piano le due condizioni significa, dal nostro punto di vista, perdere completamente il contatto con la realtà'.
'E poi siamo arrivati all’intervento di padre Giuliano Stenico – prosegue Negrini – ricco di richiami e considerazioni di carattere morale, ma decisamente meno centrato sul problema concreto per il quale i cittadini si erano riuniti.
Non servivano lezioni su come interpretare il disagio: servivano risposte su quello che i residenti vivono ogni giorno. Serviva capire come impedire che il drop-in e tutto ciò che gli ruota attorno continuino a incidere sulla quotidianità di chi ha semplicemente la pretesa di vivere serenamente nel proprio quartiere e nella propria casa. In assemblea abbiamo visto un’Amministrazione distante, impegnata più a gestire un dissenso ormai evidente che ad ascoltarne fino in fondo le ragioni. Il dialogo non può essere a senso unico, né può trasformarsi nella continua giustificazione di chi mette in atto comportamenti inaccettabili, mentre ai residenti viene chiesto, ancora una volta, di comprendere e sopportare'.'Le testimonianze dei cittadini – continua il capogruppo – descrivono una situazione che non deve e non può più essere minimizzata: rapporti sessuali nei parchi, persone in stato di alterazione, comportamenti fuori controllo e residenti costretti persino a modificare gli accessi alle proprie abitazioni, fino al caso raccontato di un gradino tagliato davanti a casa. Siamo davanti a situazioni folli e inaccettabili.
Anche il vicecapogruppo Elisa Rossini sottolinea come il problema, già noto, sia stato gestito in maniera arbitraria da parte dell’amministrazione. 'Lo scorso 20 aprile – attacca Rossini – il drop-in è stato oggetto di un lungo dibattito in Consiglio comunale, durante il quale è stata discussa una mozione, di cui ero la prima firmataria, con la quale Fratelli d’Italia chiedeva la chiusura definitiva del drop-in situato in via Benassi. La mozione è stata respinta.


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