'È inaccettabile che a Modena si debba ricorrere alla protezione della polizia per permettere a studiosi e professionisti di parlare in un convegno organizzato in una sala del Comune. Qualsiasi sia l’argomento. In questo caso si è andati ben oltre ad una legittima protesta. Si è arrivati da subito all'offesa, alla delegittimazione all’aggressione verbale con atteggiamenti squadristi come l’attendere fuori i relatori obbligati a farsi scortare alle proprie auto al termine dell’evento. Dispiace che su quel piano oscurantista e ideologico e pregiudiziale si siano posti prima di tutto sindaco di Modena e assessore Camporota, ancora prima che il convegno si svolgesse, contribuendo ad alimentare un clima di delegittimazione, basandosi solo sul titolo. Gli stessi oggi muti di fronte ad un aggressione violenta nei toni e nelle parole nei confronti del lavoro di autorevoli professionisti modenesi e non relatori al convegno. Un pessimo esempio per un sindaco che ha fatto della gentilezza e del dialogo la propria cifra. Il punto non è il merito del convegno ma la libertà di espressione e di parola che non può essere minacciata o messa in discussione, da nessuno, tantomeno dalle istituzioni. A tutti i partecipanti, ai relatori e agli organizzatori va la mia solidarietà più convinta, auspiscando che scene del genere rimangano presto solo un triste ricordo nella cronaca e della politica cittadina' - chiude Antonio Platis
Nella foto il dottor Franco Boldrini, uno dei relatori insultato dalle femministe e scortato fuori dalla sala dalla polizia


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