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La violenza delle femministe: 'Associazioni dei padri separati? Covi di mascolinisti e negazionisti'. Aggredita consigliera Fdi

La violenza delle femministe: 'Associazioni dei padri separati? Covi di mascolinisti e negazionisti'. Aggredita consigliera Fdi

Elisa Rossini (Fdi): 'Inaccettabile, occorre che quando si parla di clima d’odio se ne parli senza utilizzare due pesi e due misure'


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'Le associazioni di padri separati non si limitano a tutelare i loro diritti, sono dei covi di mascolinisti, negazionisti, violenti'. Questa una delle tante affermazioni gridate dalle rappresentati delle associazioni femministe durante il convegno scientifico 'La violenza non ha genere' tenutosi due giorni fa a Modena. Parole che si sono poi trasformate in fatti durante la protesta in sala. Parole che nessuno in piazza Grande - a partire dal sindaco Mezzetti che aveva condannato aprioristicamente il convegno - ha censurato.

'L’azione di disturbo che le contestatrici hanno posto in essere durante il convegno che si è svolto il 21 settembre dal titolo ”la violenza non ha genere” non si è limitata ad una manifestazione di idee differenti ma ha avuto le caratteristiche di una violenta e prevaricatrice azione di disturbo. Tale azione va descritta ed evidenziata per evitare e contrastare il maldestro tentativo di queste persone di sminuire la gravità della loro condotta utilizzando le frasi di qualche altrettanto fuori controllo personaggio che via social le ha insultate - afferma il consigliere comunale Fdi Elisa Rossini -. L’odio e la violenza vanno sempre condannate da qualsiasi parte provengano e come vanno condannati gli insulti via social cosi vanno condannati gli atteggiamenti delle contestatrici del convegno le quali si sono mosse in modo pensato e coordinato.

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Ero presente quindi posso descrivere quanto accaduto e quanto hanno subito i presenti'.

'Le giovani e aggressive contestatrici, guidate da una persona adulta si sono appostate all’entrata della palazzina Pucci e fin qui nulla di male. Una volta iniziato il convegno alcune di loro si sono staccate dal gruppo e sono salite nella sala situata al primo piano. Nella sala era accesa l’aria condizionata quindi le finestre erano chiuse. Ad un certo punto durante l’intervento di uno dei relatori il gruppo delle contestatrici presente in sala ha iniziato ad aprire le finestre mentre dalla strada le loro compagne iniziavano ad urlare ad alta voce in modo da rendere impossibile ascoltare i relatori. Le contestatrici in sala hanno poi iniziato ad urlare a loro volta slogan di vario genere provocando le reazioni dei presenti al convegno alcuni dei quali – me compresa - hanno chiesto di andarsene e di lasciare che il convegno si svolgesse tranquillamente. A quel punto è intervenuta la forza pubblica che ha allontanato le contestatrici e solo allora il convegno è potuto riprendere' - descrive Rossini.

'L’aggressività delle contestatrici ha coinvolto anche la sottoscritta rea di avere intimato alle suddette di allontanarsi dalla sala.

Verso le 18 ho lasciato il convegno e sono scesa. Ho chiamato un taxi e mentre attendevo l’auto le contestatrici hanno iniziato ad urlare nella mia direzione. Mi sono girata per capire cosa esattamente volessero da me e loro si sono avvicinate in gruppo costringendo la forza pubblica presente a circondarci per vigilare che nulla di grave accadesse' - ricorda Rossini.

'Non è accettabile che in città si crei questo clima di tensione e occorre che quando si parla di clima d’odio se ne parli senza utilizzare due pesi e due misure. E’ senza dubbio clima d’odio anche quello alimentato dalla censura preventiva posta sul convegno e dalle modalità con cui è stato manifestato il dissenso il 21 settembre', conclude Rossini.

Foto Frizio

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