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Drop-In, la delusione diffusa tra i partecipanti alla riunione con l'Assessore

Drop-In, la delusione diffusa tra i partecipanti alla riunione con l'Assessore

Alla sala Pucci una serata tesa, segnata dalla contestazione dei residenti e dalla distanza tra le risposte dell’amministrazione e le richieste del quartiere, le stesse dall'apertura del centro


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La serata del 21 settembre alla sala Pucci non è stata una normale riunione di quartiere. È stata, prima di tutto, la rappresentazione plastica di una delusione: quella dei residenti della Sacca e della Crocetta, che si sono ritrovati in massa per ascoltare l’assessora Francesca Maletti sul futuro del Drop‑in di via Benassi. Una partecipazione così ampia che stride con quanto riportato nel comunicato ufficiale del Comune, dove si parla di “alcuni cittadini presenti”. Una fotografia che diversi cittadini presenti, che oggi ci hanno contattato e che hanno espresso la loro posizione sono stati raccolti sulla pagina informativa Modena Notizie, hanno ribadito: 'La sala era strapiena, e tutti hanno contestato la scelta del Drop‑in in mezzo ai luoghi sensibili della Sacca'. Una posizione ribadita da anni, praticamente dall'apertura de centro a bassa soglia per il sostegno ai tossicodipendenti, e rilanciata ieri sera.

L’assessora Maletti, affiancata dalla dirigente del Welfare Annalisa Righi, dalla direttrice SerDP Chiara Gabrielli e dai rappresentanti del CEIS, ha aperto l’incontro spiegando di essere lì per rispondere alla proposta del Consiglio di Quartiere: tra queste la richiesta di distribuire l’utenza in nuovi punti da creare negli altri tre quartieri della città.
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Una proposta definita “costosa e inutile”, perché, secondo l’amministrazione, spacciatori e consumatori continuerebbero comunque a gravitare attorno all’attuale sede. In sostanza, la logica politica del drop-in è mantenere l'assistenza ai tossicodipendenti nei luoghi a maggiore diffusione dello spaccio e del consumo, ovvero zona stazione, R-Nord, passando per strada Canaletto, arrivando al parco XXII aprile.
Fatto sta che quando alcuni cittadini hanno chiesto quali dati e quali analisi supportassero questa conclusione, i dati non sono stati forniti.
'Una mancanza che ha alimentato la percezione che fossero risposte difensive, più orientate a confermare scelte già prese che a confrontarsi con le evidenze richieste dal quartiere' - afferma un componente del Comitato Sacca.
Non sono mancati momenti con toni accesi. Alla direttrice Gabrielli è stata contestata l’affermazione secondo cui la dipendenza sarebbe “una malattia come un tumore”: molti residenti hanno replicato parlando di dipendenze, di prevenzione insufficiente e di un approccio che non tiene conto dell’impatto sul territorio.

Maletti ha annunciato una nuova sperimentazione: apertura del Drop‑in per 22 ore al giorno per un anno, a partire dall’avvio dell’accoglienza invernale. Dal pubblico è arrivata una contestazione immediata: 'Non è la prima sperimentazione, e l’apertura 22 ore era già stata fatta l’anno scorso'

Atro motivo di contestazione, questa volta diretta all'assessore, il
non avere fatto riferimento alla petizione firmata da oltre 250 cittadini, per chiedere un incontro all'assessore Maletti al fine di un confronto per superare e criticità date soprattutto, per voce dei residenti, dall'aumento dei bivacchi dei tossicodipendenti che ricavano giacigli sulle panchine, nelle aree verdi davanti alle scuole e per strada.

Al termine della serata a delusione era tanta. 'Le risposte dell’amministrazione sono state lontane da quanto da sempre sostenuto da molti non nessun dato condiviso, nessuna valutazione sui luoghi sensibili, nessuna disponibilità a considerare alternative. Sembrava di parlare con un’azienda che difende il proprio prodotto, non con un’istituzione che ascolta una comunità', ha commentato un altro residente.

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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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