Se c'è un dato politico positivo per il Pd, nella tempesta provocata dalle dimissioni del segretario di Carpi Daniela Depietri, è rappresentato dalla esplicita volontà mostrata dal segretario provinciale di Modena, Massimo Paradisi, di prendere le redini del partito modenese superando il paradosso di una guida a due con Diego Lenzini.
Paradisi sul caso Carpi parla (forse per la prima volta) da segretario unitario Dem, invita un a confronto aperto, franco e rispettoso, e si scrolla di dosso l'ingombrante peso di un vicario che sinora ha vestito soprattutto i panni del commissario per nome del grande ex, Giancarlo Muzzarelli.
Certo, Paradisi non può non essere consapevole del difficile equilibrio che ha portato alla sua nomina alla guida del Pd modenese e anche di quanto pesi all'interno della sua segreteria la componente che fa riferimento all'ex sindaco, ma allo stesso tempo non può ignorare come un partito guidato da una diarchia sia troppo fragile rispetto alle prossime sfide sul territorio e non solo.
Se il Pd non vuole rivivere la debacle di Vignola, in vista delle prossime amministrative (Pavullo e Mirandola su tutte), deve mostrare una unità provinciale in grado di compiere scelte e mostrare un traguardo comune, frutto di discussione e confronto, ma che giunga a una sintesi spendibile.
Stesso dicasi per la ancora più delicata partita delle candidature alle Politiche: se il Pd provinciale vuole tentare di tenere a bada le sfrenate ambizioni dei sedicenti capibastone (da Bonaccini a Baruffi, passando per Vaccari) deve per forza esprimersi con una voce unitaria. Se - al di là della evanescenza del centrodestra - il Partito democratico intende puntare a un riformismo interno che scardini incrostazioni di un Sistema consolidato in decenni di gestione del potere, non può permettersi di parlare due lingue al proprio vertici.Oggi Paradisi ha fatto il proprio pezzo affermando non tanto se stesso, quanto la necessità di una guida unica per il Pd. Ora starà a Lenzini decidere se accettare la leadership per il tanto abusato valore del 'bene comune' o continuare con l'opera di logoramento fatta di punzecchiature, interviste a reti semi-unificate e rilancio dei dicktat ispirati da Muzzarelli. La stessa strategia che, del resto, da due anni ha messo in campo nei confronti della giunta Mezzetti, o meglio del sindaco Mezzetti.
Giuseppe Leonelli

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