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Con una battuta Zanca ha 'svelato' Bottura, la cultura accessibile solo ai ricchi tradisce ogni idea di Sinistra

Con una battuta Zanca ha 'svelato' Bottura, la cultura accessibile solo ai ricchi tradisce ogni idea di Sinistra

È esattamente il percorso politico inverso rispetto a quello che fece la sinistra illuminata nell'acculturamento delle masse come forma di emancipazione


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Massimo Bottura non ha proprio digerito la battuta di Paolo Zanca sulla pizza destrutturata. L’assessore deve avere toccato un nervo scoperto. Nei giorni successivi Bottura è infatti tornato più volte sull’argomento: fino alla foto social davanti al forno di Casa Maria Luigia (sopra) e l’annuncio del «nuovo pizzaiolo in città». A Zanca, in diretta, Bottura aveva risposto stizzito chiedendo chi fosse l’assessore al Commercio, poi ricordando i venti giornalisti americani e canadesi arrivati per il suo aceto balsamico e il Parmigiano di Rosola. Nei giorni successivi ha anche rivendicato quanto fatto per Modena e per il centro storico. Per arrivare alla promozione dell’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, presente a una sua iniziativa. Dopo anni di tentativi anche con Stefano Bonaccini qualcuno, in giunta, avrebbe finalmente capito che il cibo è cultura.

 

Vero: tortellini, gnocco fritto, zampone e lambrusco sono cultura perché appartengono a tutti: si mangiano al ristorante come in casa. Bottura è partito da questa cucina e ha fatto qualcosa di diverso. Ma è davvero cultura?
Non è la destrutturazione il problema. Dal Pescatore dei Santini le tre stelle Michelin ci sono dal 1996 e in tavola arrivano ancora tortelli di zucca, agnoli in brodo, risotti e anguilla.
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Il problema è la diffusione, la possibilità per le masse di accedere, i veri effetti sulla società. Questa è la cultura. Almeno nell’accezione attuale.

 

Modena nel 2025 ha superato i 400mila arrivi turistici e gli 800mila pernottamenti. La mostra di De Chirico ha raccolto 33mila visitatori in poco più di quattro mesi. Jazz Open ne ha dichiarati 25mila in sei giorni, quasi 7mila nella sola serata di Moby. Vasco Rossi nel 2017 ne portò oltre 200mila al Modena Park. Non sappiamo esattamente quanti vengano a Modena per andare da Bottura: ma sono senz’altro nell’ordine di grandezza di Moby, non di Vasco.

 

È qui che la parola cultura diventa meno semplice. Ferrari produce sì automobili che quasi nessuno può permettersi, ma è accessibile a tutti: milioni di persone guardano le gare, conoscono i piloti, comprano un cappellino o un modellino. I monumenti, le opere d’arte, musei, biblioteche, concerti: la cultura può essere alta, popolare, costosa o gratuita, ma per diventare patrimonio comune deve poter raggiungere tutti. La Francescana vince perché è per pochissimi. Perché chiamarla cultura?

 

È esattamente il percorso politico inverso rispetto a quello che fece la sinistra illuminata nell'acculturamento delle masse come forma di emancipazione.
Pare un ritorno alla cultura dei castelli, quella dei nobili e dei regnanti, più che a quella delle biblioteche e delle università occupate nel ‘68. Stupisce, per questo, l’approccio quasi servile di certa sinistra locale. Stupirebbe, se non fosse un processo endemico al PD.

 

Perché alla base c’è la stessa matrice culturale di chi - come Bonaccini - sostiene che chi non abbia cultura voti a destra. Il corollario è il caviale che sostituisce la salamella e la tagliatella a 80 euro. E chi dice il contrario è invidioso del successo o non ha abbastanza soldi. Che poi sono gli stessi ragionamenti che fa chi ci dice che la patrimoniale e la tassazione degli extraprofitti sono da barboni comunisti. E a noi resta una pizza normale ogni tanto.

 

Eli Gold
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Dietro allo pseudonimo 'Eli Gold' un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da 'Eli' ricade solo sul direttore della tes...   

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