A Modena la cultura è di prossimità: infatti, a volte basta una battuta per capire quanto può essere lunga la distanza tra una città e chi dovrebbe rappresentarla. Qualche giorno fa, davanti a Massimo Bottura, lo chef stellato che porta il nome di Modena in giro per il mondo, l’assessore al Commercio Paolo Zanca ha pensato bene di rompere il ghiaccio con una battuta sulla “pizza destrutturata”. Bottura non l’ha presa benissimo e, francamente, è difficile dargli torto, non tanto per la battuta in sé, che potrebbe anche essere archiviata come una semplice uscita infelice, quanto per ciò che quella battuta racconta: la facilità con cui, anche davanti a una persona che ha fatto della cultura gastronomica modenese un linguaggio internazionale, si può ridurre tutto alla caricatura della “pizza destrutturata”.
Poi è arrivato il secondo tempo della commedia, cioè lo stesso Bottura ha elogiato l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, sottolineando il valore del rapporto fra cibo, cultura, territorio e identità. Bottura e Bortolamasi camminano tranquillamente a braccetto, mentre Zanca scivola proprio su quella famigerata pizza: una semplice gag? Certo, ma forse anche una metafora!
Perché il commercio di prossimità si tutela anche conoscendo e valorizzando ciò che rende un territorio riconoscibile nel mondo e la cultura non è un ornamento da conferenza stampa: è una delle cose che fanno vivere una città, insieme alle sue botteghe, ai suoi ristoranti, ai suoi artigiani, ai suoi prodotti e alle persone che ogni giorno la raccontano. Bottura, nel frattempo, ha raccontato di avere a Casa Maria Luigia venti giornalisti arrivati dagli Stati Uniti e dal Canada per conoscere e degustare aceto balsamico e Parmigiano: vent’anni fa, forse, avremmo chiamato tutto questo semplicemente “promozione del territorio”, oggi potremmo chiamarlo 'cultura'; purché qualcuno non scivoli sulla pizza.Paride Puglia

