Il sindaco di Carpi Riccardo Righi in Cina si ricorderà di parlare di libertà e democrazia con quei dirigenti e sindaci comunisti?
Ma anche di ricordare loro degli incalcolabili danni arrecati dall’export cinese alle nostre (un tempo) floride industrie della maglieria e dell’abbigliamento in generale, ma anche della ceramica, delle macchine per la lavorazione del legno e della trattoristica?
E della differenza tra il nostro modo di produzione ‘green’ sulla base degli standard della Unione Europea sulla sostenibilità sociale e ambientale che noi osserviamo per il bene delle nostre popolazioni e a favore del territorio e il loro che non prevede, a quanto consta, gli stessi nostri rigidi vincoli, che hanno paghe più basse per i lavoratori e norme meno severe per il lavoro minorile ma che, soprattutto e come noto, non hanno i sindacati dei lavoratori che tutelino i dipendenti delle imprese statali. Una concorrenza quella cinese che da anni viene definita da tutti in Italia ‘sleale’ viste le regole e le discipline di produzione e di lavorazione completamente diverse. E non v’è dubbio, come confermano del reso le statistiche e le inchieste internazionali, che Cina, India, Corea e Vietnam del nord eCambogia, siano e costituiscano i nostri concorrenti più pericolosi e dannosi
per l’economia e l’industria emiliana e quindi carpigiana in ragione appunto dei loro bassi salari e della mancanza delle tutele sindacali e per il mancato rispetto dei vincoli internazionali sull’utilizzo delle materieprime dannose alla salute dell’uomo come il carbone e altri minerali fossili.Ha destato dunque sorpresa la improvvisa notizia, mai prima annunciata, del viaggio in Cina del sindaco di Carpi Riccardo Righi e di altri dirigenti di enti pubblici e privati in corso in questi giorni.
Un viaggio motivato da ragioni di approfondimento e confronto tra le diverse amministrazioni comunali sui rispettivi sistemi, sulla trasformazione urbana e le prospettive economiche e demografiche delle città. La delegazione visiterà pure una società operante nei settori dell’ambiente, della economia circolare, dei servizi urbani e delle smart city, insieme ad un impianto per il trattamento dei rifiuti e la produzione di energia e biogas.
E allora, oltre che di tecnologia industriale, di robot, di servizi pubblici e altro, ci auguriamo che Righi abbia allargato il discorso ai diversi trattamenti economici dei lavoratori dei due Paesi, alla mancanza di un sindacato che vigili sulle situazioni aziendali e sul rispetto delle norme di lavoro nelle aziende, fino a toccare il tasto forse delicato per i cinesi, quello del sistema elettorale per
Sentiremo al suo ritorno a Carpi i commenti al viaggio del sindaco Righi.
Cesare Pradella

(1).jpg)


