Su questo fronte il primo intervento del convegno aperto da Marina de Rose, organizzatrice per Anthea con una serie di video su casi di violenza nei confronti di uomini, tra cui quelli evidenziati dall'associazione Doppia difesa di Michele Hunziker e Giiulia Bongiorno, è stato quello di Gianluca Barbiero, avvocato penalista che in due parole, forte della pratica forense, ha smontato tale testi: 'La violenza di genere esiste, ma è una ramificazione della violenza in genere'. Barbiero ha poi ricordato che esistono forme di aggressività non fisica, spesso esercitate dalle donne, in particolare la pressione psicologica sull’ex partner e la minaccia del “ti tolgo i figli”, definita come 'la forma di aggressività più frequente' riscontrata nella sua esperienza professionale.
Lo psicoterapeuta Maurizio Montanari ha spostato l’attenzione sulla diversa percezione sociale dell’aggressività maschile e femminile. Ha ricordato come i femminicidi maschili vengano ormai letti anche grazie alla clinica, dentro dinamiche di dominio e controllo, mentre gli atti analoghi compiuti da donne vengono spesso ricondotti automaticamente a una diagnosi, in particolare alla depressione materna. 'La diagnosi non spiega l’atto', ha detto, mettendo in guardia dal fatto che questo automatismo finisce per opacizzare sia la responsabilità individuale sia la sofferenza reale di centinaia di donne che vivono una depressione senza alcuna tendenza alla violenza. La frase che molte di loro pronunciano in seduta 'Finché esiste mio figlio, io da qui non mi muovo' è, per Montanari, la prova che la sofferenza psichica non determina automaticamente il gesto. Ma è proprio durante l'intervento del dott. Montanari che un gruppo di contestatrici si stacca dal presidio davanti alla sala Pucci e sale nell'aula del convegno contestano il convegno, e aprono le finestra per fare arrivare meglio il grido di rabbia e gli slogan contro il patriarcato.

Nella foto, l'organizzatrice e altre donne presenti in sala invitano le manifestanti che volevano interrompere i lavori, ad uscire
Nonostante la perfetta concomitanza oraria con il consiglio comunale di Modena, alcuni Consiglieri decidono di seguire il convegno. Per il centro destra il consigliere comunale di Fratalli d'Italiia Elisa Rossini, il consigliere Barani, sempre FDI, e il consigliere comunale PD Alberto Bingardi. Dall'analisi delle 'crepe del Codice Rosso' alla proposta, nell’intervento dell’avvocato Gianni Casale: 'Fui il primo, anni fa, ancora prima dell'introduzione del Codice Rosso' - afferma mostrando un vecchio smartphone con sopra un numero,. ad attivare un numero personale per chiamata h24 a disposizione di donne vittime di violenza, oggi vi dico che il sistema del codice rosso così come è non funziona e quando non funziona, espone le persone invece di proteggerle'.
Nel corso del Convegno presentato e moderato da Marina De Rose di Anthea group, Pier Pietro Brunelli, psicologo psicoterapeuta ha descritto una serie di dinamiche relazionali che, secondo la sua esperienza clinica, mostrano come la minaccia di denuncia possa essere utilizzata come strumento di controllo all’interno di alcune relazioni. Brunelli ha riportato testimonianze di uomini che si sarebbero trovati in situazioni di ricatto emotivo e giudiziario, con partner capaci di ribaltare episodi di conflitto e presentarsi come vittime, anche attraverso narrazioni costruite o diffuse sui social.
Secondo Brunelli, queste modalità rientrerebbero in configurazioni psicologiche che definisce “vampirizzazione femminile” e, nei casi più gravi, “narcisismo maligno”: comportamenti manipolatori, presenza intermittente, gaslighting, minacce economiche e uso della denuncia come atto conclusivo di una strategia di destabilizzazione.
Brunelli ha infine richiamato l’attenzione sul ruolo dei social network, dove alcune persone si presentano come vittime di narcisisti e diffondono consigli di vendetta o punizione del partner. Ha invitato a riconoscere che, accanto alla violenza maschile, esistono anche forme di manipolazione femminile che meritano attenzione clinica e culturale, rimandando ai suoi studi e ai suoi libri per ulteriori approfondimenti.
L'intervento dello psichiatra Primo Lorenzi, coautore del saggio “Il segno di Medea”, ha gettato luce sulle derive più drammatiche delle separazioni conflittuali, offrendo una sponda clinica al titolo del convegno: 'La violenza non ha genere'. Lorenzi si è focalizzato sulla Sindrome da Alienazione Genitoriale, descrivendola come una forma di violenza psicologica sommersa in cui il minore viene manipolato e trasformato in un'arma di ritorsione contro l'ex partner.
Questa dinamica distruttiva si innesca con una sistematica campagna di denigrazione che spinge il minore a rifiutare il genitore alienato attraverso argomentazioni che violano la logica condivisa. Si assiste così alla perdita della normale ambivalenza affettiva: il bambino scinde la realtà, idealizzando un genitore come interamente buono e demonizzando l'altro come totalmente cattivo. Per difendere questa posizione, il figlio sviluppa il fenomeno del 'pensiero indipendente', rivendicando come propria una scelta che è invece frutto di condizionamento, mentre il genitore alienante ne asseconda acriticamente anche le tesi più assurde.
Il processo culmina in un gelo emotivo privo di sensi di colpa, dove l'ostilità si estende a tutta la famiglia allargata del partner escluso ed è spesso cementata da falsi ricordi che deformano il passato. L'analisi di Lorenzi ha dimostrato come l'aggressività intra-familiare prescinda dal sesso di chi la esercita, configurando l'alienazione come un grave maltrattamento che richiede una risposta sinergica tra l'ambito clinico e quello giuridico per tutelare la bi-genitorialità.
L’intervento della criminologa clinica Cinzia Mammoliti ha offerto una disamina sul profiling della donna abusante, evidenziando come la manipolazione e l'abuso psicologico siano dinamiche trasversali e non legate esclusivamente a un sesso.
Nel contesto della coppia, l'aggressività femminile si manifesta principalmente attraverso armi verbali ed emotive emotive, come il gaslighting, il ricatto affettivo, la triangolazione e l'alternanza manipolatoria tra svalutazione e love bombing. Spesso la donna abusante sfrutta i bias culturali per esercitare forme latenti di controllo sul partner, ricorrendo al vittimismo strategico o alla minaccia di ritorsioni legali e sociali volte all'isolamento della vittima.
Questa stessa spinta al controllo si riflette all'interno delle dinamiche familiari, dove l'abuso si direziona frequentemente verso i soggetti più vulnerabili, inclusi i figli. In questo ambito, la manipolazione si traduce in un controllo iperprotettivo o svalutante, nell'instillazione di profondi sensi di colpa e in manovre occulte di alienazione parentale volte a distruggere la figura paterna, alterando profondamente gli equilibri domestici attraverso favoritismi e divisioni tra fratelli.
Nel fitto panel di relatori al convegno modenese, il contributo di Giorgio Ceccarelli ha focalizzato l'attenzione sull'impatto dei conflitti familiari e sugli errori giudiziari. Portando l’esperienza maturata alla guida di Figli Negati e I Love Papà, Ceccarelli ha illustrato il delicato passaggio su 'Come si trasforma il male in bene', rievocando il proprio ingiusto arresto risalente al 1996. L’intervento ha tracciato il bilancio di trent'anni di attivismo sociale e di 'ribellione di proposta', che lo ha portato ad organizzare le più grandi manifestazioni di piazza per i diritti dei padri separati, evidenziando la necessità di superare gli steccati ideologici per concentrarsi sulla reale tutela dei minori e sulla salvaguardia del diritto dei figli a mantenere un legame equilibrato e paritetico con entrambi i rami genitoriali.
Dopo l'intervento di Gianni Galeotti,, giornalista de La Pressa e componente del gruppo di aiuto aiuto per padri separati di Modena, coordinato dal Prof. Franco Boldrini. che ha evidenziato, partendo dai casi raccolti nel corso dei cicli di incontri, come la dimensione della sofferenza e della violenza psicologica, sociale, economica sia ignorata, e priva di ascolto, le conclusioni sono state affidata al prof. Franco Boldrini, psicologo e psicoterapeura che ha invitato a superare il conflitto attraverso la mediazione e ritrovando gli elementi che hanno unito la coppia e che pur non più vissuti costituiscono gli elementi per una riduzione o eliminazione del conflitto, quantomeno in una prospettva genitoriale.
E sarà lo stesso Franco Boldrini insieme ad altri relatori oltre a Marina De Rose, rappresentante di Anthea e organizzatrice del convegno ad essere attaccati e offesi verbalmente al'uscita della sala Pucci dal gruppo femminista autoconvocato per contestare il convegno. In un creando di aggressività da parte del fronte femminista presente che è sembrato potesse sfociare in un attacco fisico al punto che gli operatori di Polizia sempre presente, hanno letteralmente scortato i relatori fino alle auto e lontano dai manifestanti.




