
'Ho voluto essere presente al convegno perché la censura mossa dal sindaco, dall’assessore alle pari opportunità e dalle associazioni femministe modenesi meritava non solo una immediata presa di distanza, ma anche una presenza al convegno per sostenere iniziative che nella nostra città vengono emarginate anche dalle istituzioni senza nemmeno provare a interrogarsi sui contenuti. E questo atteggiamento alimenta poi contestazioni antidemocratiche che lasciano davvero senza parole - continua Rossini -. I relatori erano tutti qualificati e l’approccio è stato scientifico e dai toni pacati. La platea silenziosa e interessata. A questo punto il rispetto verso i professionisti relatori, per i modenesi presenti al convegno dovrebbe indurre Mezzetti e Camporota a manifestare solidarietà agli organizzatori e ai relatori e presa di distanza dalle inopportune contestatrici. Indipendentemente da come la si pensi sull’approccio al tema della violenza in ambito familiare, non è ammissibile che alcuni facinorosi pretendano di avere il monopolio del dibattito tentando di imporsi con la forza'.


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