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Scandalo liste d'attesa, Platis: 'Oltre quattro visite oncologiche su 10 fuori tempo'

Scandalo liste d'attesa, Platis: 'Oltre quattro visite oncologiche su 10 fuori tempo'

'Uno spaccato gravissimo di una situazione che, per l’Ausl di Modena, non ha precedenti'


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È partito oggi da Mirandola il primo banchetto in provincia di Modena della campagna di Forza Italia per la raccolta firme contro le liste d’attesa in sanità e per informare i cittadini sugli strumenti a loro disposizione per ottenere visite ed esami nei tempi previsti.

'Quello che è emerso già dalle prime testimonianze raccolte rappresenta uno spaccato gravissimo di una situazione che, per l’Ausl di Modena, non ha precedenti. Una cittadina di Carpi ci ha segnalato che per una visita angiologica le liste risultano chiuse fino al 2028. Una mammografia richiesta alcuni mesi fa ha come data di appuntamento aprile 2027, ben oltre i tempi previsti. Un’altra signora di Mirandola ci ha inoltre raccontato di aver ottenuto una visita dermatologica soltanto a maggio 2026, anche in questo caso fuori dai termini previsti'.

Lo afferma Antonio Platis, responsabile regionale dell’organizzazione di Forza Italia Emilia-Romagna, a margine del primo appuntamento modenese della campagna regionale del partito sulle liste d’attesa.

'A confermare che non siamo davanti a singoli episodi sono gli stessi dati ufficiali della Regione Emilia-Romagna.

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Nel monitoraggio di luglio 2026 dell’Ausl di Modena relativo alle prestazioni di primo accesso in classe B-Breve, troviamo una visita urologica con una mediana di attesa di 14 giorni e un indice di performance dello 0%, un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici con 69 giorni e performance 0%, una gastroscopia con 14 giorni e performance 0% e una risonanza magnetica osteoarticolare che arriva addirittura a una mediana di 365 giorni. Anche la visita cardiologica registra una performance del 67% e quella ortopedica del 60%'.

'Il quadro rimane fortemente critico anche per le prescrizioni in classe D-Differibile. A luglio, su 150 prenotazioni per TC torace, l’indice di performance è stato appena del 46%, con una mediana di attesa di 204 giorni; per la TC addome la performance è del 49%, con una mediana di 119 giorni. Particolarmente preoccupante è il dato delle visite oncologiche: l’indice di performance è appena del 58%, quindi oltre quattro prestazioni su dieci non risultano garantite entro i tempi previsti. Parliamo di oncologia e un dato di questo genere richiede risposte immediate'.

'Per le prescrizioni differibili, a luglio la visita dermatologica/allergologica registra 2.982 prenotazioni e una performance del 65%, quella otorinolaringoiatrica 1.660 prenotazioni e il 65%, l’oculistica 2.443 e il 67% e l’ortopedica 2.933 e il 73%. Sono numeri ufficiali che si sommano alle testimonianze raccolte direttamente dai cittadini e fotografano la profondità della crisi delle liste d’attesa modenesi'.

'Non vogliamo però limitarci alla denuncia.

Al banchetto abbiamo distribuito un vademecum che spiega concretamente ai cittadini come attivarsi quando le agende sono chiuse o quando l’appuntamento viene fissato oltre i tempi massimi previsti. Tra gli strumenti indicati c’è anche il percorso attraverso il Difensore civico regionale, per chiedere il rispetto dei propri diritti e l’applicazione della normativa vigente. Le norme nazionali sulle liste d’attesa, rafforzate nel 2024, hanno previsto specifici strumenti per garantire le prestazioni nei tempi stabiliti e contrastare la sospensione delle attività di prenotazione. Quando il servizio sanitario non riesce a garantire la prestazione nei tempi previsti, devono essere attivati gli strumenti contemplati dalla normativa, compreso, nei casi previsti, il ricorso all’attività libero-professionale intramuraria senza scaricare sul cittadino il costo dell’inefficienza del sistema'.

'La distribuzione del vademecum toccherà tutte le principali città della provincia di Modena, così come sta avvenendo nel resto dell’Emilia-Romagna. Vogliamo spiegare ai cittadini quali sono i loro diritti e quali strumenti hanno a disposizione per farli rispettare. Le liste d’attesa stanno creando una sanità a due velocità: chi ha disponibilità economiche viene spinto verso il privato, mentre chi non può permetterselo rischia di rinunciare o rinviare visite ed esami.

È una situazione inaccettabile per un Servizio sanitario regionale che dovrebbe garantire a tutti, indipendentemente dal reddito, lo stesso diritto alla cura'.

 

Nella foto Antonio Platis, Antonio Tirabassi Presidente del Consiglio di Mirandola e i dirigenti Andrea Tralli e Silvio Covino

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