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Palazzo Costellazioni, i conti de L’Angolo: debiti raddoppiati a 18 milioni, ma patrimonio e utili in forte crescita

Palazzo Costellazioni, i conti de L’Angolo: debiti raddoppiati a 18 milioni, ma patrimonio e utili in forte crescita

Dopo l’acquisto da 8 milioni, il bilancio 2025 fotografa una cooperativa profondamente cambiata: 5,1 milioni di debiti bancari, quasi 10 milioni verso fornitori e 14,5 milioni di crediti da incassare. In cinque anni i ricavi sono passati da 4,4 a 18,3 milioni


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Un milione versato subito e altri sette da pagare a Invimit fino al 2031, oltre agli interessi. Nel primo capitolo della nostra analisi sull’acquisto del famoso complesso di via delle Costellazioni abbiamo ricostruito le modalità con cui la Comunità Terapeutica L’Angolo è diventata proprietaria dell’immobile per un prezzo complessivo di 8 milioni di euro.
Ma qual era la situazione economica della cooperativa che si assumeva un impegno di queste dimensioni? La risposta arriva dal bilancio 2025, l’ultimo disponibile, chiuso appena un mese dopo il rogito delle Costellazioni. Ed è la fotografia di una realtà che negli ultimi anni ha cambiato completamente dimensione.

Nel 2021 L’Angolo registrava ricavi operativi per 4,4 milioni di euro. Nel 2022 erano già diventati 8,6 milioni, nel 2023 15,1 milioni e nel 2024 avevano raggiunto 19 milioni. Nel 2025 si attestano a 18,3 milioni, mentre il valore complessivo della produzione raggiunge 21,28 milioni di euro. In quattro anni, dunque, i ricavi caratteristici sono più che quadruplicati.
Anche gli utili raccontano la stessa trasformazione. Dai 433mila euro del 2021 si passa agli 857mila del 2022, a 1,7 milioni nel 2023 e a 1,826 milioni nel 2024. Nel 2025 l’utile diminuisce, ma rimane consistente: 1,526 milioni di euro.
Il dato che assume particolare rilievo alla luce dell’operazione Costellazioni è però quello dell’indebitamento.
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Alla fine del 2024 L’Angolo aveva debiti complessivi per 7,98 milioni di euro. Al 31 dicembre 2025 sono diventati 18,05 milioni. Oltre 10 milioni di debiti in più in dodici mesi, con un incremento di circa il 126%.
L’aumento dei debiti avviene nello stesso esercizio nel quale cambia radicalmente anche la dimensione patrimoniale della cooperativa. Il bilancio fotografa infatti il passaggio dei terreni e fabbricati da 902mila euro del 2024 a 8,8 milioni nel 2025, anno dell’acquisto delle Costellazioni.

Particolarmente significativo è l’andamento dei debiti verso fornitori: erano 2,22 milioni nel 2024 e diventano 9,90 milioni nel 2025. Il dato è suggestivo alla luce dei 7 milioni del prezzo delle Costellazioni rimasti da corrispondere a Invimit, ma il bilancio non consente di stabilire quanto dei 9,9 milioni sia riconducibile proprio a quel debito ed è quindi improprio sovrapporre automaticamente le due cifre.
Non c’è però soltanto il debito nei confronti del venditore dell’immobile. Dai conti emerge che L’Angolo era già esposta con il sistema bancario prima dell’acquisto delle Costellazioni. Al 31 dicembre 2024 risultavano 3,526 milioni di euro di debiti verso banche oltre i dodici mesi.
Un anno dopo sono saliti a 5,102 milioni: quasi 1,6 milioni in più
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L’operazione delle Costellazioni, dunque, si inserisce in una struttura finanziaria nella quale era già presente un indebitamento bancario significativo, cresciuto ulteriormente nel corso del 2025.
Fermarsi ai debiti, tuttavia, restituirebbe una fotografia incompleta. Negli stessi anni è aumentata enormemente anche la consistenza patrimoniale della cooperativa. Il patrimonio netto de L’Angolo era di 2,29 milioni nel 2021. Sale a 3,5 milioni nel 2022, a 5,48 milioni nel 2023, a 7,26 milioni nel 2024 e raggiunge 8,73 milioni di euro nel 2025.
In quattro anni è quindi quasi quadruplicato. Quella che emerge dai bilanci è una cooperativa che ha contemporaneamente moltiplicato ricavi, patrimonio, dimensione operativa e indebitamento.

C’è un altro numero nel bilancio che merita attenzione. Alla fine del 2025 L’Angolo vantava 14,55 milioni di euro di crediti verso clienti. Erano 5,52 milioni nel 2022, 6,66 milioni nel 2023 e 11,55 milioni nel 2024. Una cifra particolarmente elevata se rapportata ai 18,33 milioni di ricavi operativi dell’intero esercizio. Il report finanziario calcola per il 2025 un tempo medio di incasso di quasi 290 giorni.
Chi sono i clienti ai quali fanno capo questi crediti? Il bilancio non consente di attribuire automaticamente i 14,5 milioni alla Pubblica amministrazione e quindi sarebbe sbagliato farlo.
È però documentato che una parte dell’attività de L’Angolo è svolta nell’ambito dell’accoglienza finanziata dal pubblico.

Nel 2023 la sola Prefettura di Modena ha aggiudicato alla cooperativa due accordi quadro biennali per l’accoglienza dei richiedenti asilo: 9,64 milioni di euro per l’accoglienza in singole unità abitative e 8,87 milioni per i centri collettivi. Complessivamente oltre 18,5 milioni di euro, Iva esclusa: va detto che i 18,5 milioni rappresentano il valore complessivo degli accordi quadro e non dimostrano che l’intera somma sia stata effettivamente liquidata o incassata dalla cooperativa. Modena, inoltre, non è l’unica Prefettura con cui L’Angolo opera. Nel bilancio 2025 la cooperativa indica tra i propri committenti le Prefetture di Modena, Torino, Vicenza, Pisa, Rieti e, dal 2025, Campobasso.

I numeri descrivono comunque una trasformazione difficilmente trascurabile: una cooperativa che nel 2021 registrava poco più di 4,4 milioni di ricavi operativi arriva quattro anni dopo a 18,3 milioni, con un valore della produzione superiore ai 21 milioni; nello stesso periodo il patrimonio netto cresce da 2,29 a 8,73 milioni. Parallelamente, nel solo 2025 i debiti complessivi passano da 7,98 a 18,05 milioni e i crediti verso clienti raggiungono 14,55 milioni.
È in questo quadro che, il 28 novembre 2025, L’Angolo ha acquistato per 8 milioni di euro uno dei più grandi complessi immobiliari destinati all’accoglienza della città, versando inizialmente un milione e ottenendo dal venditore la dilazione degli altri sette fino al 2031.

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Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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