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Attentato di Modena, Bignami: 'Vergogna, per la sinistra fu gesto di un folle'. Ma dimentica che Tajani disse le stesse cose

Attentato di Modena, Bignami: 'Vergogna, per la sinistra fu gesto di un folle'. Ma dimentica che Tajani disse le stesse cose

Il primo ad accendere i riflettori solo sui disturbi psichici di El Koudri e a non parlare affatto di attentato, fu il vicepremier Tajani


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'Le ultime rivelazioni sull’attacco compiuto a Modena da Salim El Koudri riportate da Il Giornale spazzano via, una volta per tutte, i tentativi della sinistra di minimizzare una strage a mero “gesto di un folle”. I dati emersi dall’analisi del cellulare e del computer dell’attentatore parlano chiaro e delineano un quadro di radicalizzazione e premeditazione ideologica che non può e non deve essere ignorato. Altro che “squilibrio mentale” con cui la sinistra ha cercato di nascondere la verità, di fronte a 68.000 accessi online mirati nei 63 giorni precedenti l’attacco, con ricerche sistematiche sullo Stato Islamico (ISIS), siamo di fronte a un attentato di matrice islamista, rispetto al quale l’aggravante della finalità terroristica appare non solo evidente, ma doverosa. Fratelli d’Italia esige piena chiarezza'. A dirlo è il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.
'Non accetteremo zone d’ombra né insabbiamenti dettati da una sinistra che ha sempre preferito minimizzare e nascondere la realtà. Cosa diranno adesso? Il sindaco di Modena continuerà a tacciare di sciacallaggio chi, come noi, chiedeva di indagare senza paraocchi sulla pista del fondamentalismo islamico?
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Invece, quanto sta emergendo è la conferma di un fallimento culturale e politico sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio'.
Parole, quelle di Bignami, che dimenticano però che il primo ad accendere i riflettori solo sui disturbi psichici di El Koudri e a non parlare affatto di attentato, fu il vicepremier Tajani, in visita in Consiglio comunale a Modena due giorni dopo la strage (video sotto integrale).
Una 'dimenticanza' che il sindaco Mezzetti ovviamente non manca di rimarcare.
'Vedo che l'onorevole Bignami prosegue nel reiterare i suoi vaniloqui come se, ripetendoli continuamente, diventassero verità. A Modena nessuno dimentica e potrà mai dimenticare quanto accaduto il 16 maggio, e pertanto nessuno ha intenzione di insabbiare né mai potremmo avere questo potere. Sin dall'inizio ho dichiarato che avremmo atteso l'esito delle indagini per avere il quadro più chiaro possibile e che il responsabile di questo attentato pagasse le sue colpe di fronte alla giustizia. Dire il contrario è falso e in malafede ma soprattutto denota una volontà di strumentalizzare un dramma che ha causato feriti gravissimi e anche la morte di una persona, Monica Esposito. Ritengo questo un fatto vergognoso, indegno per un politico che ha avuto addirittura ruoli di Governo, e offensivo nei confronti della città di Modena - afferma Mezzetti -.
Come ho già detto, e quindi ripeto, dovrebbe rivolgersi al ministro dell'Interno Piantendosi che fu il primo a dichiarare che i modenesi potevano essere rassicurati perché l'attentato non era di matrice terroristica ma da collocare nell'ambito del disagio psichico. Io semmai chiesi cautela e di attendere le indagini. Quel giudizio, sulla natura psichiatrica del gesto, fu ribadito lunedì 18 maggio anche dal ministro degli Esteri Tajani nella sala del Consiglio Comunale quando venne a fare visita alla città di Modena. Penso quindi che gli strali di Bignami dovrebbero essere rivolti più che altro ai suoi ministri invece che al sottoscritto e lo invito nuovamente, per coerenza, a presentare un'interrogazione al ministro Piantedosi, e anche a Tajani, per chiedere conto delle affermazioni fatte, anche in una sede istituzionale'.

L'onorevole Dondi

'Le parole del sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, verso il capogruppo Bignami rappresentano il classico tentativo di buttare la palla in tribuna per non fare i conti con la realtà. Definire 'vaniloqui' le analisi basate sui riscontri oggettivi dell'autorità giudiziaria e sulle indagini digitali che svelano 68mila accessi online di Salim El Koudri a contenuti dell'estremismo islamico e dell'ISIS, è l'ennesimo atto di negazione ideologica da parte di una sinistra che non riesce a pronunciare le parole 'terrorismo islamista'.
Il sindaco finge di ignorare la differenza sostanziale tra le prime, doverose e prudenti dichiarazioni fatte a ridosso dell'evento dagli organi di sicurezza dello Stato - quando l'indagato era appena stato fermato e si attendevano le verifiche d'obbligo - e il quadro inequivocabile che sta emergendo'. Lo dichiara il deputato di Fratelli d'Italia, Daniela Dondi.
'Basterebbe attenersi agli esiti investigativi, allo studio ossessivo dei video di Charlie Hebdo e Manchester, oppure alla registrazione del dominio 11.september.2001 ed ai video-selfie di minaccia contro la Lombardia e il Veneto per rendersi conto che non siamo davanti al 'semplice disagio psichico' tanto cara a certa sinistra. Peraltro, l'ordinanza della GIP di Modena è stata chiarissima: l'azione omicida non è riconducibile a un mero disturbo psichiatrico. Eppure, Mezzetti e il Partito Democratico continuano a nascondersi dietro a un velo di ipocrisia per non ammettere che a Modena si è consumato un attentato emulativo di matrice jihadista. La sinistra ha paura di ammettere il fallimento del proprio modello di integrazione senza controlli. Il sindaco di Modena piuttosto che attaccare il capogruppo Bignami farebbe bene a vergognarsi per aver speculato sul dolore della città pur di difendere una posizione indifendibile e chieda scusa ai modenesi per non aver vigilato a sufficienza. La sicurezza dei cittadini italiani viene prima delle vostre bandiere ideologiche' - chiude la Dondi.

La controreplica di Mezzetti

Il sindaco Massimo Mezzetti estende poi il suo ragionamento anche ai parlamentari Barcaiuolo, Dondi e Gasparri che: 'maldestramente provano a coprire la responsabilità dei ministri del loro Governo, Piantedosi e Tajani. Per fortuna che in epoca social ci sono ancora i video che provano la loro primogenitura nell’affrettarsi a dare la responsabilità alla malattia mentale di El Koudri. Non credano che abbaiando forte tutti insieme riusciranno riuscire a coprire le prove in viva voce dei loro ministri. É curioso che per lo stesso motivo per cui assolvono i loro stessi ministri, che avrebbero dichiarato nelle prime ore perché inconsapevoli degli elementi che oggi emergerebbero dalle indagini, io sarei invece per lo stesso motivo colpevole di essermi affrettato a derubricare la natura dell’attentato. C’é una sola parola per definire questo penoso e contraddittorio affannarsi: ridicolo'.
'Lo ribadisco ancora una volta: io non ho alcun interesse a favorire una tesi o un’altra sulla natura dell’attentato. A me interessa solo che il colpevole paghi come merita per l’atto criminale che ha consumato contro la mia città. Il resto fa parte delle speculazioni politiche che francamente a me non interessano perché non faccio politica sui corpi delle vittime'.
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