'Non accetteremo zone d’ombra né insabbiamenti dettati da una sinistra che ha sempre preferito minimizzare e nascondere la realtà. Cosa diranno adesso? Il sindaco di Modena continuerà a tacciare di sciacallaggio chi, come noi, chiedeva di indagare senza paraocchi sulla pista del fondamentalismo islamico? Invece, quanto sta emergendo è la conferma di un fallimento culturale e politico sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio'.
Parole, quelle di Bignami, che dimenticano però che il primo ad accendere i riflettori solo sui disturbi psichici di El Koudri e a non parlare affatto di attentato, fu il vicepremier Tajani, in visita in Consiglio comunale a Modena due giorni dopo la strage (video sotto integrale).
Una 'dimenticanza' che il sindaco Mezzetti ovviamente non manca di rimarcare.
'Vedo che l'onorevole Bignami prosegue nel reiterare i suoi vaniloqui come se, ripetendoli continuamente, diventassero verità. A Modena nessuno dimentica e potrà mai dimenticare quanto accaduto il 16 maggio, e pertanto nessuno ha intenzione di insabbiare né mai potremmo avere questo potere. Sin dall'inizio ho dichiarato che avremmo atteso l'esito delle indagini per avere il quadro più chiaro possibile e che il responsabile di questo attentato pagasse le sue colpe di fronte alla giustizia. Dire il contrario è falso e in malafede ma soprattutto denota una volontà di strumentalizzare un dramma che ha causato feriti gravissimi e anche la morte di una persona, Monica Esposito. Ritengo questo un fatto vergognoso, indegno per un politico che ha avuto addirittura ruoli di Governo, e offensivo nei confronti della città di Modena - afferma Mezzetti -.
L'onorevole Dondi
'Le parole del sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, verso il capogruppo Bignami rappresentano il classico tentativo di buttare la palla in tribuna per non fare i conti con la realtà. Definire 'vaniloqui' le analisi basate sui riscontri oggettivi dell'autorità giudiziaria e sulle indagini digitali che svelano 68mila accessi online di Salim El Koudri a contenuti dell'estremismo islamico e dell'ISIS, è l'ennesimo atto di negazione ideologica da parte di una sinistra che non riesce a pronunciare le parole 'terrorismo islamista'.'Basterebbe attenersi agli esiti investigativi, allo studio ossessivo dei video di Charlie Hebdo e Manchester, oppure alla registrazione del dominio 11.september.2001 ed ai video-selfie di minaccia contro la Lombardia e il Veneto per rendersi conto che non siamo davanti al 'semplice disagio psichico' tanto cara a certa sinistra. Peraltro, l'ordinanza della GIP di Modena è stata chiarissima: l'azione omicida non è riconducibile a un mero disturbo psichiatrico. Eppure, Mezzetti e il Partito Democratico continuano a nascondersi dietro a un velo di ipocrisia per non ammettere che a Modena si è consumato un attentato emulativo di matrice jihadista. La sinistra ha paura di ammettere il fallimento del proprio modello di integrazione senza controlli. Il sindaco di Modena piuttosto che attaccare il capogruppo Bignami farebbe bene a vergognarsi per aver speculato sul dolore della città pur di difendere una posizione indifendibile e chieda scusa ai modenesi per non aver vigilato a sufficienza. La sicurezza dei cittadini italiani viene prima delle vostre bandiere ideologiche' - chiude la Dondi.
La controreplica di Mezzetti
Il sindaco Massimo Mezzetti estende poi il suo ragionamento anche ai parlamentari Barcaiuolo, Dondi e Gasparri che: 'maldestramente provano a coprire la responsabilità dei ministri del loro Governo, Piantedosi e Tajani. Per fortuna che in epoca social ci sono ancora i video che provano la loro primogenitura nell’affrettarsi a dare la responsabilità alla malattia mentale di El Koudri. Non credano che abbaiando forte tutti insieme riusciranno riuscire a coprire le prove in viva voce dei loro ministri. É curioso che per lo stesso motivo per cui assolvono i loro stessi ministri, che avrebbero dichiarato nelle prime ore perché inconsapevoli degli elementi che oggi emergerebbero dalle indagini, io sarei invece per lo stesso motivo colpevole di essermi affrettato a derubricare la natura dell’attentato. C’é una sola parola per definire questo penoso e contraddittorio affannarsi: ridicolo'.'Lo ribadisco ancora una volta: io non ho alcun interesse a favorire una tesi o un’altra sulla natura dell’attentato. A me interessa solo che il colpevole paghi come merita per l’atto criminale che ha consumato contro la mia città. Il resto fa parte delle speculazioni politiche che francamente a me non interessano perché non faccio politica sui corpi delle vittime'.


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