L’Università di Modena e Reggio Emilia ha accolto il dottor Mohammed Hajjaj, dottorando palestinese evacuato dalla Striscia di Gaza e giunto a Modena nei giorni scorsi, nell’ambito del progetto europeo SAFE – Supporting At-risk Researchers with Fellowships in Europe.
L’evacuazione dalla Striscia di Gaza e il trasferimento in Italia sono avvenuti nell’ambito delle operazioni coordinate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), attraverso un complesso lavoro istituzionale che ha consentito al ricercatore di raggiungere l’Italia e di essere accolto a Modena. Ad attenderlo, la professoressa Maria Chiara Rioli, delegata di Ateneo per la Pace e l’Equità sociale. Il dottor Hajjaj ha poi incontrato la rettrice, Rita Cucchiara.
Unimore ha seguito le diverse fasi del percorso in raccordo con le istituzioni coinvolte e con il partenariato europeo SAFE. Si tratta di un progetto pilota triennale finanziato dall’Unione europea con l’obiettivo di offrire a studiose e studiosi esposti a minacce e rischi nei Paesi di provenienza la possibilità di continuare la propria attività scientifica in condizioni di sicurezza presso istituzioni di ricerca dell’Unione europea.
Il progetto è coordinato dal DAAD – German Academic Exchange Service e realizzato insieme a Campus France, al programma PAUSE del Collège de France e a UNIMED – Unione delle Università del Mediterraneo.
SAFE si rivolge a ricercatrici e ricercatori di livello dottorale e post-dottorale provenienti da Paesi extra-UE e appartenenti a tutte le aree disciplinari. Alla call europea hanno risposto 359 candidature e sono stati selezionati 56 ricercatori e ricercatrici provenienti da 15 Paesi, accolti in istituzioni di 13 Stati membri dell’Unione europea.L’obiettivo dell’iniziativa non si limita al finanziamento delle singole fellowship. SAFE intende sperimentare un meccanismo europeo strutturato di protezione dei ricercatori a rischio, mettendo in rete università e istituzioni di ricerca, sviluppando strumenti di accompagnamento e formazione e contribuendo alla riflessione europea sulla costruzione di strumenti stabili per la tutela della libertà accademica e delle persone che operano nella ricerca.
'L’accoglienza di Hajjaj attraverso il progetto SAFE dimostra concretamente come il sistema del dottorato possa svolgere anche una funzione fondamentale di tutela e continuità della ricerca', afferma il professor Franco Zambonelli, Vice Rettore con delega al Dottorato di Ricerca e all’Alta Formazione di Unimore.
Per il professor Paolo Pavan, Vice Rettore con delega alle Relazioni internazionali e all’Internazionalizzazione, «la partecipazione a SAFE rafforza la dimensione internazionale di Unimore e, allo stesso tempo, richiama le università alla responsabilità che deriva dall’appartenenza a una comunità scientifica globale.


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