Sul circuito di Silverstone, uno dei luoghi simbolo dell'automobilismo mondiale, la M26-LH ha confermato il valore della propria architettura ibrida, basata su un motore termico posteriore e due motori elettrici in-wheel sull'asse anteriore.
Determinanti sono state le prestazioni nelle prove dinamiche, nelle quali la monoposto modenese ha conquistato tre vittorie: nell'Endurance, nello Sprint Event – la prova equivalente all'Autocross – e nell'Acceleration.
A questi risultati si aggiunge l'accesso alla finale del Cost Event, la prova dedicata alla valutazione della pianificazione industriale, dell'analisi dei costi e delle scelte relative ai materiali e ai processi produttivi.
La competizione comprende anche il calcolo della carbon footprint della monoposto, offrendo una valutazione dell'impatto ambientale del progetto e della sostenibilità delle soluzioni adottate. Un risultato che conferma la solidità del lavoro di MMR non solo in pista, ma anche sul piano progettuale, economico, produttivo e ambientale.
Il momento decisivo della competizione è arrivato appena venti minuti prima dell'inizio dell'Endurance, quando la rottura del supporto dell'ala anteriore ha rischiato di compromettere la partecipazione alla prova più impegnativa. La squadra è intervenuta con rapidità e coordinamento, riuscendo a riparare il componente e a riportare la monoposto in condizioni di gara entro l'apertura della sessione. La M26-LH ha poi concluso la prova al primo posto, trasformando un imprevisto che sembrava compromettere la gara in una delle imprese simbolo dell'intera competizione.
Il team ha inoltre conquistato il premio per il miglior progetto del sistema sospensivo, quello per la migliore comprensione della dinamica del veicolo e il riconoscimento al miglior pilota individuale. Sono complessivamente sei i trofei conquistati dalle studentesse e dagli studenti di Unimore che compongono il team.
Grande la soddisfazione dei Faculty Advisor (docenti referenti), la prof.ssa Elena Bassoli e i proff. Valerio Mangeruga e Matteo Giacopini: 'Vedere la M26-LH imporsi nelle prove dinamiche più severe e confrontarsi con squadre universitarie di altissimo livello internazionale è una soddisfazione enorme.
Il prof. Matteo Giacopini sottolinea in particolare il valore formativo dell'esperienza: 'More Modena Racing è molto più di un progetto tecnico. È un percorso educativo nel quale studentesse e studenti imparano ad assumersi responsabilità concrete, a prendere decisioni sotto pressione e a condividere tanto i successi quanto le difficoltà. Il confronto quotidiano all'interno di un gruppo multidisciplinare e l'interazione con team provenienti da università di tutto il mondo rappresentano un'occasione di crescita professionale e personale difficilmente replicabile in un contesto esclusivamente didattico.'
Il prof. Francesco Leali, Direttore del Dipartimento di Ingegneria 'Enzo Ferrari' e Vicepresidente di MUNER – Motorvehicle University of Emilia-Romagna, ha aggiunto: 'Il risultato ottenuto a Silverstone rappresenta un motivo di grande orgoglio per tutto il Dipartimento e genera un impatto che va ben oltre la competizione.
Con la competizione di Silverstone si conclude nel migliore dei modi la carriera sportiva della monoposto ibrida M26-LH. Per More Modena Racing, tuttavia, la stagione prosegue: la squadra è già al lavoro in vista della gara di casa, in programma a settembre a Varano de' Melegari, dove si presenterà con una vettura in configurazione completamente elettrica e driverless.
Lo sguardo è già rivolto alla prossima stagione, per la quale il team ha avviato un progetto ancora più ambizioso: lo sviluppo di una nuova monoposto equipaggiata con un motore V4 interamente progettato e realizzato all'interno dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.



