Non sono bastati i cori e le offese alle associazioni di padri separati, non è bastata l'irruzione in sala, le contestatrici se la sono presa anche con una donna, colpevole di non aderire alla loro protesta 'di genere'. Colpevole di non sottoscrivere lo slogan gridati davanti alla sede del convegno: 'Appropriazione del corpo e del lavoro, la violenza la praticano loro', 'ma quale cultura, la lotta è materiale contro questo stato e il sistema patriarcale', 'il vostro convegno è una farsa totale'.
In una città dove si solidarizza nei confronti di una consigliera comunale chiamata 'soubrette' (termine certamente poco felice), nulla si dice nei confronti di un'altra donna, sempre consigliere comunale, che viene intimorita e seguita da un gruppo di ragazze - tanto da dover richiedere l'aiuto della polizia - per aver partecipato a un convegno scientifico. Che la prima consigliera fosse iscritta al Pd (Federica Venturelli che ha già ricevuto le scuse pubbliche di chi pronunciò quella frase) e la seconda sia iscritta a Fdi in fondo è marginale. Per fare sbocciare la doppia morale, basta molto meno. E' sufficiente una domanda sbagliata, una partecipazione non gradita, una parola stonata rispetto al coro del politicamente corretto. Altro che elogio del dubbio, il conformismo è il vero vestito di Modena.
Giuseppe Leonelli

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