Il commissario straordinario all’emergenza Covid-19 aggiunge: “Abbiamo dovuto fare sacrifici e li stiamo facendo, ma questo ci può essere utile per capire quanto sia importante la vita di comunità, la socializzazione. Questa esperienza forse è servita a tutti per capire che nulla va dato per scontato. Prima, pensavamo che socializzare fosse un diritto acquisito”.
“Il vaccino è un dovere civico e morale – ricorda Figliuolo -, come ha detto il nostro presidente della Repubblica. L’architrave della campagna vaccinale è stata l’ordinanza numero 6 del 9 aprile perché avevo visto che solo 15% dei vaccini andava ai più fragili, agli anziani e ai più deboli”.
“I giovani stanno dando a noi dell’età di mezzo una grande lezione: si fidano della scienza, sono pronti al futuro, sanno che cosa vuol dire mettersi in sicurezza e sono anche generosi perché mettono in sicurezza i propri nonni. La cosa di cui sono più orgoglioso è che i giovani, a cui abbiamo aperto le porte della vaccinazione più tardi degli altri, hanno raggiunto una percentuale di vaccinazione che si avvicina a quella delle classi più anziane, è bello questo collegamento tra i nonni e i nipoti”.
“Questa pandemia ci ha obbligato a limitare le nostre libertà e credo che i giovani abbiano patito più di tutti, perdendo il contatto fisico con gli altri, sperimentando solitudine, sconforto e disorientamento. Il nostro presidente ci tiene a ritrovare il gusto del futuro, che è quello dei nostri giovani. Io sarei fiducioso per il futuro - aggiunge il commissario all’emergenza Covid - L’Italia sta superando le previsioni di crescita del Pil, passate dal 5,8% al 6,2% e si prevede che in poco tempo si riuscirà a raggiungere i periodi pre pandemia, molto dipende dalla capacità del sistema Italia di essere resiliente”.



