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Giovanardi: 'Solidarietà a Richetti, ma quando toccò a me...'

Giovanardi: 'Solidarietà a Richetti, ma quando toccò a me...'

'Richetti si è schierato con chi voleva processarmi semplicemente per aver espresso delle opinioni'


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'Ho seguito sui media la vicenda che ha coinvolto il senatore Matteo Richetti e gli esprimo solidarietà, sulla base di una mia radicata convinzione che i processi, mediatici e non, che coinvolgono una persona non colpevole, specialmente se ricopre una carica pubblica, siano di per sé una pena insopportabile. Giustamente Richetti lamenta questo suo linciaggio, ma vorrei ricordargli il Vangelo secondo Matteo 7.12, più comunemente tradotto nell'etica della reciprocità: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te'. Così l'ex ministro Carlo Giovanardi interviene sul caso che ha coinvolto il senatore Matteo Richetti.
'Purtroppo quando i senatori hanno riconosciuto e approvato in Aula la insindacabilità, ex art.68 della Costituzione, di tutta la mia attività parlamentare sulle interdittive antimafia, Richetti si è schierato con chi voleva processarmi semplicemente per aver espresso delle opinioni, pur essendo stato accertato che il sottoscritto non ha mai avuto rapporti con la Ndrangheta e non ha mai percepito neppure un centesimo per la difesa di imprenditori modenesi ingiustamente penalizzati dalla Prefettura - afferma Giovanardi -. Invito pertanto il senatore Richetti a rileggersi e meditare le parole del suo omonimo Evangelista, per non cadere nella tentazione di applicare nuovamente in futuro il principio dei due pesi e delle due misure'.

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