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'Grave contestare le preghiere anti-aborto'

'Grave contestare le preghiere anti-aborto'

Il consigliere capogruppo Lega Bertoldi replica al sindaco di Modena sui presidi pro-vita nei pressi del Policlinico


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“Le manifestazioni pro-life, come quelle contro l'aborto, rientrano pienamente nel diritto costituzionale di libertà di espressione, riconosciuto dalla nostra Carta Costituzionale. Questi gruppi, che si oppongono all'aborto, esercitano un diritto legittimo di esprimere le proprie convinzioni morali, etiche e religiose, rispettando la libertà di opinione e il pluralismo della società. È un grave errore non rispettare questo diritto nel momento in cui questo viene esercitato in forme civili e pacifiche davanti al luogo in cui gli aborti avvengono con numeri sempre”.

Così il Consigliere Capogruppo Lega in Consiglio Comunale Giovanni Bertoldi, nel dibattito sull'interrogazione, trasformato in interpellanza, del consigliere PD Bignardi, critico verso tali manifestazioni e in risposta al sindaco di Modena Massimo Mezzetti che in aula ha duramente attaccato tali manifestazioni chiedendo espressamente, in mancanza di una legge che ne vieti la presenza ad una distanza dai luoghi sensibili come appunto l'ospedale, di evitarne il ripetersi.

“L'atteggiamento censorio, di condanna e di protesta, tenuto da alcuni gruppi è purtroppo frutto di quello stesso problema che si vorrebbe contestare. Perché in Italia, fortunatamente, se non consideriamo la triste parentesi Covid, non si censurano le opinioni, non si censura, non si condanna e, soprattutto, non si vieta la libera espressione del proprio pensiero.
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Un atteggiamento non solo divisivo ma anche paradossale nel principio, se consideriamo che i gruppi di persone civili che periodicamente organizzano il presidio, non contestano una legge, ma chiedono di fatto di applicarla a pieno, sottolineandone e valorizzandone tutti gli aspetti, che nella legge sono contenuti, riguardanti la tutela ed il sostegno alla maternità. Tema sul quale questo governo (e la sinistra se ne faccia una ragione), sta investendo in maniera straordinaria.
Bene hanno fatto le istituzioni, e non poteva essere altro, a non cedere alle pressioni, davvero preoccupanti in linea di principio, di fermare i presidi dei movimenti a favore della vita. Limitare, bloccare, censurare questa libera, pacifica e legittima espressione sarebbe gravissimo e sarebbe addirittura in contrasto a quei principi sanciti non solo dalla Costituzione, ma della stessa Legge 194 che non a caso contempla anche l'obiezione di coscienza. Basterebbe che certi gruppi riflettessero meglio su questi fondamentali principi costituzionali e di legge prima di investire il Consiglio Comunale con atti come quello che ci siamo trovati a discutere oggi”.

Nel suo intervento Bertoldi ha anche richiamato il valore fondamentale della famiglia e della vita, sostenendo che “le manifestazioni contro l'aborto sono espressione di una visione
più ampia, che considera questi valori come essenziali per il benessere della società”.

Infine, sempre nel merito dell'interrogazione del Consigliere Bignardi, il Consigliere Bertoldi ha ricordato come durante le sue partecipazioni a queste manifestazioni non abbia mai riscontrato violenze o invadenza nella privacy delle donne. “Piuttosto” ha sottolineato “sono le contromanifestazioni ad essere inopportune e potenzialmente dannose per il clima di dialogo pacifico e civile che non deve mai mancare e che, invece, spesso abbiamo visto dimenticare dai vari gruppi che costituiscono la rete pro-choise. Per noi anche solo un bambino nato in più grazie al pensiero e alla riflessione offerta da questi presidi, è una cosa straordinaria della quale dovremmo essere grati. Nel merito del sì o no davanti al Policlinico, questo ci pare abbastanza naturale, Volendo semplificare, le manifestazioni nei pressi degli ospedali, dove si pratica l'aborto, sono legittime, così come le manifestazioni dei sindacati presso le fabbriche in cui siano aperte vertenze per affermare i propri diritti. Tali manifestazioni non devono essere viste certo come un pericolo per l’ordine pubblico, ma anzi un'opportunità di riflessione su tematiche di grande rilevanza morale, etica e sociale.
E, soprattutto, come un’occasione per mettere in pratica misure che possano supportare concretamente le donne, nel loro percorso di maternità, e nel porre le condizioni sociali, economiche per non dovervi rinunciare”.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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