'Si potrà ancora fermare tutto, si potrà, chissà, cambiare un ministro e un sottosegretario, che sembra abbiano perso di vista in questo momento il motivo e gli obiettivi per cui eravamo lì'. A dirlo Massimo Bugani, capogruppo M5s a Bologna e fedelissimo di Luigi Di Maio (è socio di Rousseau e vice capo della segreteria del ministro), attaccando i colleghi di movimento Danilo Toninelli e Michele Dell'Orco, durante la seduta del consiglio comunale di ieri per il via libera al progetto del Passante di Bologna.
Proprio Bugani si era speso per bloccare l'opera, alla quale, però, il ministero dei Trasporti nelle scorse settimane ha dato l'ok. 'Per me è un momento molto doloroso, però il gruppo di Bologna non meritano né i 'vattene', né gli insulti', ha sottolineato Bugani, ricordando che 'non eravamo certo lì per allargare di 6 corsie un'autostrada, ma per fare altre opere e sbloccare il Pil in altro modo'. Insomma, secondo Bugani, 'è un errore grave che fa Toninelli a fare quest'opera', riconoscendo: 'Abbiamo perso 4-0, questa è una palata di merda per il M5s'.
La replica
E sui social arriva la replica del sottpsegretario modenese Michele Dell'Orco. 'Attaccare a volte è la strategia migliore per distogliere l'attenzione da se stessi. Di mia abitudine non adotto questo metodo perché preferisco lavorare e assumermi le mie responsabilità. Eppure anche in queste ore qualcuno passa il tempo a polemizzare su opere che ha seguito anche direttamente e ora improvvisamente 'cade dal pero' come se non sapesse le dinamiche o chi ha deciso determinate cose - afferma Dell'Orco -. Fortunatamente nel Movimento c'è anche chi chiacchera di meno e lavora di più: in questi giorni deputati e senatori 5 stelle in commissione trasporti e lavori pubblici, insieme al Governo, stanno approvando due leggi molto importanti: la riforma del codice della strada attesa da 10 anni per tutelare gli utenti deboli e aumentare la sicurezza stradale; e l'obbligo negli hub aeroportuali di convertire le migliaia di mezzi vetusti presenti in mezzi ecologici. Contemporaneamente stiamo chiudendo il nuovo contratto con rete ferroviaria italiana e l'aggiornamento del contratto con Anas; entrambi porteranno nel 2019 e 2020 a miliardi di nuovi investimenti ferroviari e di manutenzione stradale. Meno dispersioni di energie e più fatti. Sul 'passante di Bologna' per cronaca riscrivo i motivi (già scritti a maggio) che hanno portato Ministro e Presidente del Consiglio a prendere determinate decisioni.



