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Il ponte di Olina riapre al transito, ma solo per bici e pedoni

Il ponte di Olina riapre al transito, ma solo per bici e pedoni

Dopo anni di chiusura e 500 anni di storia alle spalle, i lavori ne garantiranno la continuità


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Questa mattina il Ponte di Olina è tornato a vivere. Dopo un lungo e attento lavoro di riqualificazione e consolidamento, è stata inaugurata ufficialmente la riapertura al pubblico di uno dei beni storico-culturali più preziosi del Frignano.
La cerimonia ha visto la partecipazione del sindaco di Pavullo, Davide Venturelli, del sindaco di Montecreto, Giuseppe Ballotti, dell’architetto Mattina Bonassisa della Soprintendenza ai Beni Culturali e della presidente dell’Ente Parchi e Biodiversità Emilia Centrale, Luciana Serri.
 

Il ponte, edificato nel 1522 su un precedente manufatto per volontà dei Montecuccoli e degli Estensi, con il contributo degli stati di Firenze e Lucca, rappresenta un patrimonio di straordinario valore. Da oggi sarà percorribile soltanto a piedi e in bicicletta: una scelta necessaria per garantirne la stabilità e preservarne l’integrità, dopo anni in cui il traffico veicolare ne aveva compromesso la sicurezza.
 

“Oggi non celebriamo soltanto la fine di un cantiere – ha dichiarato Venturelli – ma la rinascita di un simbolo del nostro passato che continua a raccontare la nostra storia e la nostra identità. Pavullo finalmente riabbraccia il suo ponte!”
Il sindaco ha voluto esprimere un ringraziamento sincero all’architetto Bonassisa, alla Soprintendenza e ai cittadini di Olina per la preziosa collaborazione, a Luciana Serri per aver reperito
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i fondi necessari, ad Andrea Pini per il contributo storico, a Giancarlo Lovati, capogruppo degli Alpini di Olina, a Libera Artioli in Canovi del Comitato festeggiamenti “500 anni del Ponte” e al professor Silvio Leoni della Parrocchia di Olina, in rappresentanza della comunità locale.
 

Il Ponte di Olina, che da oltre cinque secoli si erge sul torrente Scoltenna, torna così ad essere non solo un manufatto architettonico di grande pregio, ma anche un luogo di memoria e identità collettiva. La sua riapertura segna la restituzione al territorio di un simbolo che unisce storia, cultura e comunità, proiettandolo verso il futuro.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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