Quello dell'immigrazione irregolare è un tema urgente e complesso sul tavolo del nuovo governo. Perché presenta tante sfaccettature, tante quante le forme di irregolarità. A Modena, e non solo, il problema, oltre a quello dei clandestini, coloro che non hanno richiedesto l'asilo, e a coloro non in regola con il permesso di soggiorno, è legato anche alle centinaia di stranieri richiedenti asilo che dopo essere stati ospiti nei centri d'accoglienza della provincia (gestiti dalla cooperative o dalle associazioni con il coordinamento della Prefettura), escono dai percorsi dell'accoglienza stessa e risultano irregolari perché non ottengono lo status di profugo ed il diritto all'asilo. Centinaia di stranieri che dopo essere stati riconosciuti in diritto di richiedere l'asilo, poi non lo ottengono perché privi dei requisiti, diventando così 'nuovi' irregolari. Che come tali non possono accedere a nessuna forma lavorativa regolare e che le politiche fino ad ora adottate sulla base della normativa vigente, di fatto permettono di rimpatriare.
Dei circa 1800 immigrati richiedenti asilo ospiti dei centri di accoglienza straordinaria (Cas), solo il 30 per cento, al termine del periodo di accoglienza, viene riconosciuto come profugo e quindi con diritto alla protezione.
Un problema anche per gli enti locali chiamati spesso a farsi a carico direttamente o indirettamente, attraverso i propri servizi sociali e sanitari, di questi soggetti che permangono sul territorio paradossalente anche contro la loro volontà. I comuni, ed in particolare quello di Modena, sono impegnati da anni nell'accoglienza (quella cosiddetta di secondo livello, riguardante i progetti Sprar), dei rifugiati, riconosciuti come tali, per questo faticano ad accogliere e a gestire l'assistenza di un numero in costante aumento di stranieri che escono dai percorsi di accoglienza, che non hanno diritto all'asilo e che risultano irregolari.
Diversi dei quali anche con problematiche comportamentali oltre che di salute che hanno bisogno di assistenza qualificata e specializzata, anche sanitaria, continua. Negli ultimi anni non sono mancati casi anche di stranieri irregolari ai quali è stata garantita assistenza continua e domiciliare oltre a complessi interventi chirurgici. Capita poi che soggetti che violano le leggi o comunque si rendono responsabili di atti incompatibili con la vita sociale, di comunità, e dei percorsi di accoglienza, siano obbligati ad uscire dai percorsi stessi, anche prima del termine del periodo naturale dell'accoglienza.
'Nonostante i numeri, nonostante le situazioni veramente difficoltà, ci sono sicuramente diverse criticità che vanno affrontate' - sottolinea l'Assessore al welfare del comune di Modena, Giuliana Urbelli. 'Il problema vero che ci troviamo ad affrontare non è quello dell'accoglienza ma dell'uscita dei percorsi di accoglienza. Siccome ormai il 70% delle richiese di asilo viene negato il risultato è che queste persone diventano irregolari sui nostri il territori. Persone che rimangono in una situazione sospesa che è anche difficile da spiegare ai cittadini.'
In attesa di una normativa nazionale che da un lato accorci i tempi delle pratiche per il riconoscimento o meno dello status di profugo, garantisca i rimpatri gestisca comunque la situazione di chi risulta irregolare, gli enti locali coordinati dalla prefettura ed in collaborazione con i gestori dell'accoglienza stanno provando con i propri mezzi a strutturare percorsi
Gianni Galeotti



