Concetto, quest'ultimo, che nel programma è di fatto rimosso per essere declinato a quello di Remigrazione. 'Non abbiamo un programma sulla immigrazione ma un piano di Remigrazione', che Vannacci definisce senza esitazioni 'il nostro programma'. Respinge l’idea che viene utilizzato dai detrattori, per contrastare le sue tesi, e per dimostrarne anche una contraddizione, che l’Italia sia da sempre terra di immigrazione. Cita Longobardi, Saraceni e Normanni per sostenere che nella storia della penisola le migrazioni si, ci sono state, ma non hanno mai superato il 4% della popolazione. 'Oggi siamo al 12% di stranieri: l’omogeneità culturale è compromessa'. L’obiettivo dichiarato è tornare a quella soglia, del 4% appunto. 'L’Italia ha gli italiani', ribadisce, annunciando espulsioni per chi non ha titolo, stop ai decreti flussi e revoca della cittadinanza per chi commette gravi reati.
'L’Italia è la casa del popolo italiano e a casa propria ognuno deve essere sicuro', afferma. Denuncia la presenza di quartieri 'dove si stanno creando metastasi di criminalità' e sostiene che le forze armate e di polizia italiane avrebbero la capacità di intervenire rapidamente: 'Abbiamo uomini formati per ripristinare l’ordine in poche settimane. Anzi, in sei giorni saremmo in grado di rastrellare le metastasi criminali che infestano alcune delle nostre città più belle'. Rivendica il valore dell’uniforme e critica chi deride le forze dell’ordine: 'Per noi portare l’uniforme non è un peso ma un onore'.
Sul fronte energetico definisce 'scellerato' il progetto europeo di elettrificazione totale e rilancia la necessità della sovranità energetica, con nucleare di ultima generazione, biomasse e diversificazione degli approvvigionamenti. Propone l’abolizione del Green Deal e della Carbon Tax e l’introduzione dell’ora legale permanente, che secondo lui permetterebbe di risparmiare '180 milioni di euro all’anno'.
Parlando di economia, Vannacci rivendica una 'terza via' tra capitalismo sfrenato e statalismo, fondata sull’interesse nazionale.
Non manca il tema della cultura, con l'annuncio delle 'avanguardie futuriste', presidi culturali e sportivi sul territorio, accompagnati simbolicamente dalla canzone 'Futura' di Lucio Dalla, perché 'la cultura viene dal basso, dal popolo'.
Infine la scuola, che per Vannacci deve essere 'dura e selettiva', perché 'la vita è dura e selettiva'. Critica la scuola 'buonista' e chiede un ritorno al merito e alla preparazione rigorosa.
La chiusura è un attacco diretto alle letture mediatiche: 'Non siamo la speranza della sinistra. Siamo la speranza dell’Italia vera, di quelli che si stanno svegliando'. E promette che il programma sarà illustrato 'punto per punto' nei prossimi passaggi politici.
Sul fronte dei tesseramenti, Vannacci parla di 100.000 tessere che la struttura del neonato partito sarebbe stato 'obbligato' a produrre, dalle 15.000 inizialmente previste.
I delegati modenesi e il partito sul territorio
All’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, il Comitato Costituente Modena 20
Tra gli argomenti affrontati, Federica Barozzi, referente del comitato e Delegata Regionale dell’Emilia Romagna all’Assemblea, ha portato all’attenzione dell’Assemblea il tema sicurezza, sottolineando la preoccupante situazione in cui versano le città dell’Emilia Romagna, Giuseppe Vandelli ha richiamato l’attenzione sul tema della denatalità e Guglielmo Golinelli ha contribuito al programma sul tema dell’agricoltura italiana evidenziandone il ruolo strategico. Questioni che, secondo la delegazione modenese, richiedono risposte politiche capaci di coniugare visione di lungo periodo, tutela degli interessi nazionali e valorizzazione delle risorse del territorio.
L’Assemblea ha rappresentato un importante momento di confronto e partecipazione, caratterizzato da un intenso dibattito sui principali temi economici, sociali e culturali che interessano il Paese. In questo contesto, il contributo dei delegati modenesi ha evidenziato la volontà di portare all’interno del movimento idee, esperienze e proposte maturate nel confronto con cittadini, imprese e realtà locali.
'Torniamo da Roma con entusiasmo e con la consapevolezza di aver contribuito in modo significativo ai lavori dell’Assemblea Costituente', sottolinea Federica Barozzi di Modena 20. 'L’attenzione ricevuta dai nostri interventi dimostra quanto i temi affrontati siano sentiti anche a livello nazionale e quanto sia necessario restare uniti per raggiungere insieme questi importanti obiettivi'.
'Il Comitato Costituente Modena 20 - affermano i referenti locali - proseguirà nelle prossime settimane la propria attività sul territorio, promuovendo momenti di incontro e approfondimento per coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini nel percorso avviato da Futuro Nazionale.
Nella foto i componenti del comitato costituente di Futuro Nazionale di Modena intervenuti alla Assemblea Costituente di Roma, e Roberto Vannacci durante l'intervento di chiusura



