Secondo quanto riporta il quotidiano ‘La Verità’, l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri (tornato ad occuparsi solo di Invitalia da quando il premier Mario Draghi ha messo la campagna per le vaccinazioni nelle mani del generale Francesco Figliuolo) sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma per peculato in merito alla fornitura di mascherine cinesi da 1,25 miliardi di euro.
Arcuri ha detto di non sapere nulla della notizia pubblicata dal quotidiano 'La Verita'' e ha confermato che sia lui che la struttura per la gestione dell'emergenza che ha diretto 'continueranno, come dall'inizio dell'indagine, a collaborare con le autorità inquirenti e a fornire loro ogni informazione utile allo svolgimento delle indagini'.
L'accusa, in base a quanto ha scritto il giornale diretto da Maurizio Belpietro sarebbe contenuta nel fascicolo sulla maxi-fornitura del valore di 1,25 mld di euro per l'acquisto di centinaia di milioni di mascherine cinesi oggetto dell'inchiesta dei pm romani che sospettano che una 'cricca' di affaristi abbia approfittato dell'emergenza sanitaria per accaparrarsi profitti ingenti ai danni del committente pubblico. Anche Antonio Fabbrocini, stretto collaboratore di Arcuri e responsabile unico
per la procedura di acquisizione dei circa 800 milioni di mascherine, da tre diversi consorzi cinesi, sarebbe indagato per peculato.
Inchiesta mascherine, Arcuri indagato per peculato
'Non so nulla ma collaboro'. Cosìl'ex commissario straordinario per l'emergenza Covid
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