Diciotto nuovi forni per l’essicazione, circa 1.300 metri quadrati per la frigoconservazione, oltre a poco meno di 2.800 metri quadrati per la movimentazione dei prodotti, in aggiunta alle attività già in essere nella sede attuale. È ciò che prevedeva l’ampliamento della società agricola cooperativa del marchio Monteré attraverso una delibera di aprile 2024 che varava il raddoppio della attività con la realizzazione di una struttura di circa 7.300 metri quadrati di superficie. L'operazione era stata approvata durante la giunta Muzzarelli con il voto a favore di Pd, Lega Modena, Forza Italia e quello contrario di Sinistra per Modena, Europa verde-Verdi, Movimento 5 stelle e Modena sociale.
Il Tar, dopo aver congelato il provvedimento (qui) ha quindi deciso di affossarlo definitivamente.
'La verifica dell’esistenza di alternative localizzative costituisce la precondizione per poter costruire in zona agricola, anche da parte dell’imprenditore agricolo, anche per ampliare un’attività già insediata ovvero per soddisfare le esigenze produttive dell’impresa agricola - spiega il Tar -. Il che del resto è coerente con l’obiettivo del consumo di suolo a saldo zero entro il 2050 fissato dalla legge regionale. Ebbene, come rilevato dai ricorrenti, nei provvedimenti qui impugnati e negli atti preparatori non è dato rintracciare quella accurata istruttoria e approfondita motivazione richieste dalla legge regionale in relazione alle alternative localizzative praticabili per evitare o comunque ridurre il consumo di suolo'.
Determinante inoltre il tema della viabilità su via Cadiane.
'Analoga carenza istruttoria si riscontra, poi, con riferimento alla problematica dell’impatto sulla viabilità prodotto dal progetto qui avversato. Va, invero, considerato che – come documentato in atti centro aziendale della Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta soc. agr. coop., sia nella conformazione attuale sia in quella derivante dal progettato ampliamento, affaccia su una strada comunale chiusa denominata stradello Aggazzotti che sfocia in via Cadiane, ove risiedono i ricorrenti.
Infine il tema acustico. 'Occorre considerare che l’area ove dovrebbe essere realizzato il progettato ampliamento, così come l’area circostante, compresa quella ove risiedono i ricorrenti è classificata in III classe (aree di tipo misto), per la quale vigono i limiti di immissione assoluti di 60 dBA di livello sonoro equivalente in periodo diurno e 50 dBA di livello sonoro equivalente in periodo notturno. Con gli atti impugnati è stata modificata la classificazione acustica dell’area oggetto di intervento, che è passata in classe V, per la quale vigono i limiti di immissione assoluti di 70 dBA di livello sonoro equivalente in periodo diurno e 60 dBA di livello sonoro equivalente in periodo notturno. Per l’effetto vi sarà un’area in classe III contigua a una in classe V. Viene così creato un salto di classe acustica, in contrasto con quanto prescritto dalla legge regionale che vieta (fatta salva la presenza di usi pregressi, qui inesistenti) un differenziale tra aree contigue superiore a 5 dBA di livello sonoro equivalente. Il problema del salto di classe acustica, benché riconosciuto dalle Amministrazioni riunite in conferenza di servizi, non è stato adeguatamente approfondito'.



