Una vicenda che, secondo l’ex ministro, continua a rappresentare un’anomalia istituzionale rimasta senza spiegazioni nonostante le segnalazioni formali già avanzate nel 2024, quando l’ingresso in giunta dell’allora prefetto era stato reso pubblico.
Giovanardi ricorda che la normativa vigente consente ai prefetti di assumere incarichi politici, ma non nella stessa provincia in cui hanno esercitato le loro funzioni. Nel caso di Camporota, sottolinea, 'l’eccezione è stata ancora più marcata: l’incarico è stato assunto nel Comune capoluogo della stessa provincia in cui il prefetto era in servizio'.
Una scelta che, secondo Giovanardi, 'contrasta con la natura del ruolo prefettizio, che rappresenta sul territorio il Ministero dell’Interno e svolge funzioni di garanzia: ordine pubblico, coordinamento delle forze di polizia, tutela dei diritti civili, gestione dell’immigrazione, presidenza del Comitato per l’ordine e la sicurezza, poteri di protezione civile e facoltà di scioglimento dei Consigli comunali e provinciali. Compiti che richiedono imparzialità e distanza dai partiti”
Giovanardi ricorda inoltre che, all’epoca della nomina, sui media era circolato un commento attribuito a una “fonte qualificata” del Viminale, secondo cui l’ingresso di Camporota in giunta sarebbe stato motivo di soddisfazione per il Ministero perché interpretabile come un apprezzamento politico verso le politiche di sicurezza attuate sul territorio. Una lettura che, secondo Giovanardi, avrebbe reso ancora più urgente un chiarimento istituzionale.
Chiarimento che, però, non è mai arrivato. Da qui il nuovo appello rivolto all’attuale ministro dell’Interno, che in passato è stato a sua volta prefetto, affinché indichi se il caso modenese debba essere considerato un incidente isolato o se, al contrario, rappresenti un precedente destinato a trasformarsi in prassi.



